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Sant'Antonio da Padova - Scanno - 13 giugno Welcome to Scanno - L'Aquila - Abruzzi - Italy - "The Pearl of Abruzzo"
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Festa di Sant'Antonio di Padova (13 giugno)
Rassegna di foto della processione dei muli...
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Sant'
Antonio di Padova
Sacerdote e dottore della Chiesa
13
giugno - Memoria
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Lisbona,
Portogallo, c. 1195 - Padova, 13 giugno 1231
Di
nobile famiglia, dopo un'intensa vita ascetica presso i Canonici regolari
agostiniani di Coimbra, passò fra i Minori di San Francesco d'Assisi, con
il quale si incontrò alla Porziuncola (1221). Predicatore del Vangelo,
esercitò il suo ministero dell'Italia del nord e nella Francia
meridionale. Combatté l'eresie, facendo opera di evangelizzazione. Della
sua predicazione restano significative testimonianze nei suoi scritti
omiletici. Taumaturgo, fu maestro di dottrina spirituale e di teologia e
ravvisò la perfezione nell'accordo tra la vita contemplativa e la vita
attiva. E' universalmente venerato dal popolo cristiano. Le reliquie del
Santo si custodiscono nella basilica omonima, che è meta di continui
pellegrinaggi. (Mess. Rom.)
Patronato:Affamati,
oggetti smarriti, Poveri
Etimologia:
Antonio = nato
prima, o che fa fronte ai suoi avversari, dal greco
Emblema:
Giglio, Pesce
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Fernando di
Buglione nasce a Lisbona da nobile famiglia portoghese discendente dal
crociato Goffredo di Buglione.
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courtesy by: http://www.santiebeati.it/
Le
Feste Religiose di Marco
Notarmuzi
Tratto
da: Scanno, guida storico-artistica alla città e dintorni - Carsa Edizioni 2001
La prima festa dell’anno, quella che tempo addietro salutava i pastori, la festa di Sant’Antonio, sia apre la sera della vigilia con una caratteristica sfilata di grossi muli carichi di legna (n.d.r. da qui il nome “processione dei muli e delle travi”) che viene portata in regalo al santo perché si possa, con la sua vendita, provvedere alla manutenzione della chiesa ed al sostentamento del frate che la custodisce. Il giorno successivo, prima della processione, tra gli squilli e le marcette della banda, in un tripudio di fiori e di colori, tutti i bambini, vestiti come la Domenica delle Palme, partecipano alla Processione delle pagnottelle e delle travi, a simboleggiare l’offerta del pane e del fuoco. In doppia fila, faticosamente ordinati, con i cestelli traboccanti di rose, procedono rumorosi e ingombranti trattori che, facendo le veci degli antichi buoi, trascinano enormi travi offerte, come la legna nella sera precedente, alla chiesa di Sant’Antonio. Seguono decine di ragazze in costume che, senza sforzo apparente, portano sul capo inverosimili cesti di vimini ricolmi di pagnotte di pane da regalare ai poveri e da mangiare, assieme alle pagnottelle, dopo la benedizione.
Quando
ancora la pastorizia era la risorsa principale del paese, la ricorrenza della
giornata dedicata a Sant’Antonio del Giglio era la più festosa dell’anno.
La
data infatti segna il ritorno definitivo delle greggi dalla Puglia, che sono
partite dopo la fiera di Foggia.
Come
dice il proverbio, “se per Sant’Antonio non è arvinute, o s’è
morte o s’è spirdute”.
L’avvenimento offre a pastori e agricoltori, ma anche ad altri gruppi sociali,
l’occasione per incontrarsi e confrontare le proprie capacità e risorse, in
una identificazione comunitaria dei ruoli.
Infatti
le varie categorie, a volte semplicemente a carattere individuale, mettono in
atto una gara che consiste nell’offrire notevoli quantità di legna al
convento dei frati francescani, che incamerano il dono, sia per provvedere al
riscaldamento invernale, sia per venderla e ricavarne profitto.
Oggi
la festa ha perso la primitiva funzione, ma mantiene intatta la struttura
scenografica.
La mattina il paese è attraversato da muli con i basti carichi dei rami potati
nei boschi circostanti.
Ogni
tanto la fila è interrotta da una coppia di buoi bianchi aggiogati, che
trascina lunghi tronchi sfrondati e semilavorati.
Al corteo partecipano anche le donne che portano in testa ceste ricolme di
pagnottelle.
E’
bello guardarle camminare tra le pittoresche vie di Scanno, con gli eleganti
costumi della festa e il cappellitto, sopra il quale bilanciano
sapientemente il cesto ornato di fiori e di nastri.
La
sfilata avviene tra la folla che applaude ed esprime ammirazione per le travi più
lunghe e imponenti e per le ceste di pane meglio decorate.
Giunti
davanti alla chiesa barocca di Sant’Antonio, i trasportatori vengono accolti
dai frati che, dopo aver benedetto la legna, ricevono il dono, mentre le
pagnottelle, dopo la benedizione, vengono distribuite ai fedeli che le
conservano per devozione.
Chiude i festeggiamenti la processione della statua del santo, seguita dal clero
e dalla folla di fedeli.
Ulteriori informazioni: Tel. 0864.74308 / 74317 / 747121
Tratto da Scanno, guida storico-turistica - Accademia dei Gelati - Scanno - Roma Edigraf 1974
Si trovano a pochi passi dal centro del paese.
La
Chiesa fu costruita, insieme al Convento, a partire dall’anno 1590 nella zona
chiamata “degli Aragonesi” (oggi De Contra), dove sorgeva l’Ospedale di
Scanno, che ospitava non solo i forestieri che giungevano in paese, ma anche i
poveri, come ricorda una scritta su una finestra del cortile:“
Hospita sum miseris”.
In quell’Ospedale il 26 agosto 1590 fu stipulato, presenti il vescovo di Sulmona Carusio, ed il padre maestro Stefano da Castelvecchio Subequo dell’Ordine dei Minori Conventuali, l’atto di fondazione di detto Convento e della Chiesa con l’assenso dell’Università (n.d.r. tale atto si conservava fino a qualche anno fa’ nell’Archivio Municipale di Scanno; successivamente pare sia andato disperso) che donò in perpetuo il fabbricato dell’Ospedale con tutto il terreno adiacente.
Dalla pubblicazione di Mons. Diomede Falconio (Archivio di S.Giuliano in Aquila) risulta che il Convento, offerto già ai Minori Riformati, fu invece dato ai Conventuali che vi dimorarono per 193 anni.
Nell’anno 1604, come risulta dall’atto del notaio Ortensio Cognomi, il Convento venne molto ingrandito con oblazioni private (Archivio Notarile di Sulmona).
In quell’epoca aveva un chiostro nell’attuale cortile interno (Pacicchelli, Prospetto del Regno ecc.cit.).
Economicamente, dal principio fino al 1637, era sotto la tutela dell’Università, fino a quando cioè i frati ottennero di governarsi da sé in materia di vitto e vestiario.
Nel 1652 corse il rischio di essere soppresso (Archivio di S.Panfilo, Bamb. Fasc.30 n°10), ma l’Università impedì che ciò avvenne (Archivio Municipale di Scanno).
In seguito alla soppressione delle congregazioni religiose per l’editto napoleonico, i Conventuali abbandonarono il Convento, lasciandolo disabitato e privo di manutenzione.
Nel 1835 gli Scannesi, con oblazioni e con prestazioni di mano d’opera, concorsero a riadattare il Convento e la Chiesa, con l’intento di ridonarli ai Minori Riformati.
In quell’occasione fu costruito l’attuale altare maggiore in marmo, a spese di Gaetano Di Rienzo.
I Riformati vennero nello stesso anno, accompagnati dal Ministro provinciale padre Venanzio da Celano, e ricevuti dal Clero in forma solenne.
I
Riformati restarono in Scanno fino al novembre del 1865, quando in seguito alla
legge della seconda soppressione delle Congregazioni religiose, partirono
durante la notte, scrivendo sulle mura del Convento: “Post Tenebras
Lux”.
Il Convento fu venduto nel 1865 a privati.
Nel 1938, per interessamento di Francesco Di Rienzo, i Padri Minori fecero ritorno in paese.
La Chiesa è ad una sola navata, decorata di bei lavori di stucco.
Fra i sei altari laterali merita d’essere segnalato quello di S.Antonio, eretto nel 1602 da Maria Caretore (Archivio di S.Panfilo, I, XVII, 1), di cui si venerava una statua marmorea.
Nella sommità vi è una tela del ‘500 raffigurante l’Annunciazione di Maria.
I tre grandi affreschi sulla volta opera del Crampo rappresentano:
il transito glorioso del Patriarca d’Assisi,
il Taumaturgo di Padova che accoglie il Bambino dalle mani della Vergine,
San Bonaventura che si ciba del pane celeste.
All’ingresso
si vede una grande tela dipinta nel 1607 da Pasquale Prico di Montereale,
“pregevole per fecondità d’invenzione, per numero e disposizione di figure,
pei movimenti nell’aria delle teste ed attitudini delle persone, per unione e
forza di colorito” (Tanturri, Monog. cit. pag.115).
il convento come appariva nel 1906 ed ai giorni nostri...
Il programma 2006: 10-11 Giugno
10/6/06 ore 17.30 "Processione dei muli e offerta della legna al Convento"
11/6/06 ore 9.00 "Processione delle travi e delle pagnottelle"
Il programma 2005: 11-12 Giugno
11/6/05 ore 17.30 "Processione dei muli e offerta legna al Convento"
12/6/05 ore 9.00 "Processione delle travi e delle pagnottelle"
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