La Pesca nel Lago di Scanno

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La Pesca nel Lago di Scanno

Il Lago di Scanno al tramonto

(foto Archivio Scanno.org)

 

La pesca sportiva nel Lago di Scanno è liberamente consentita con i limiti di legge attualmente in vigore nella Regione Abruzzo.

Coloro che volessero pescare nel Lago di Scanno dovranno essere muniti di regolare "licenza di pesca" rilasciata dalla propria provincia di residenza.

Scanno_0704_004b.jpg (63859 byte)

Dovranno, inoltre, richiedere un permesso alle autorità competenti (Comune di Scanno e Villalago o ai Vigili Urbani) versando una quota per l'esercizio della pesca secondo i seguenti parametri:

permesso giornaliero:       Euro 5,16

permesso settimanale:      Euro 20,66

permesso mensile:            Euro 51,65

Le suddette quote potranno essere versate direttamente ai Vigili Urbani in servizio presso il Lago di Scanno o presso il Comune di Scanno e di Villalago, oppure rivolgendosi direttamente al "Bar dei Salici" di Silvestro Rossicone (vicino alla Chiesetta della Madonna del Lago), o presso il chiosco-edicola "Da Orazio" (sul lato opposto, nei pressi del fiume).

Le limitazioni alla pesca riguardano le attuali leggi regionali inerenti i periodi, le dimensioni e il peso del pesce, le esche consentite.

L'uso delle canne da pesca è limitato a due per ciascun pescatore. E' vietato l'uso della "bilancia" e l'utilizzo di "esche con pastura" (tipo begattini).

La pesca è consentita dall'alba al tramonto.

Si raccomanda di prendere visione delle regole e normative contenute nel seguente Calendario Ittico Regionale:

 

Calendario Ittico Regionale 2009 (agg.to al 06/02/09)

 

 

Visita anche:

http://www.regione.abruzzo.it/pesca/

 

Documento utile da leggere: Normativa Pesca Lago (16/12/00)

Scanno_0704_012b.jpg (48155 byte)

Le esche vive (vermi rossi) potranno essere acquistate presso il Lago al "Chiosco - Edicola da Orazio" al costo di Euro 3,00 al barattolo.

I pesci (ad oggi) pescabili nel Lago di Scanno sono:

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il persico sole, 

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il persico reale, 

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il persico-trota (black bass), 

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la tinca, 

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la carpa,

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la trota fario,

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la scardola, 

bullet

il cavedano, 

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il coregone,

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il barbio (o barbo comune),

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il luccio.

schede courtesy by: http://www.bio.unipg.it/Home.htm

 

Specie Ittiche presenti nel Lago di Scanno

 

Alcune catture effettuate nel Lago di Scanno

courtesy by: E.Gentile

 

 

Lago di Scanno 31/10/09 - "Pescato luccio di oltre 10Kg."

 

http://www.fipsas.it/federazione/index.asp

   

 

Si invitano tutti i pescatori sportivi al pieno rispetto delle regole vigenti ed al rispetto della natura.

Associazione Pescatori Sportivi di Scanno e Villalago

cell. 347-6839067

Per ulteriori informazioni si prega contattare "L'Associazione Pescatori Sportivi di Scanno e Villalago" oppure direttamente i Comuni di Scanno e Villalago, i cui recapiti sono reperibili all'interno di questo stesso sito web.

 

Regolamento Disciplina Pesca e Natanti nel Lago di Scanno 

59 Kb

 

La Bandiera Blu Fee 2005 sul Lago di Scanno

 

Ricordiamo, con piacere, che proprio per la limpidezza e pulizia delle sue acque il Lago di Scanno è stato insignito nel 2004 (confermato nel 2005,2006,2007 e 2009) della Bandiera Blu Fee.

http://www.feeitalia.org

 

 

Il Lago di Scanno:  le prime ore della mattina

 (foto Archivio Scanno.org)

 

 

 

Calendario Ittico Regionale 2008 (agg.to al 21/2/08)

 

Il Calendario Ittico Regionale 2007

 

Versione in .pdf (scaricabile)

60 Kb

 

Visita anche:

http://www.regione.abruzzo.it/pesca/

Diversi articoli inerenti l'ambiente e la fauna nel Lago di Scanno...

Itinerari di Pesca: Il Lago di Scanno

courtesy by: http://www.pesca-abruzzo.it

 

"Un pesce alla volta"

di Enzo Gentile da "La Foce" Agosto 2004

pescatore01.jpg (58866 byte)

Uno dei beni più preziosi che la nostra comunità possiede è senza dubbio il lago. Ho avuto incontri con tante persone interessate al bacino sia per attività ludiche come la pesca sportiva sia per ragioni ambientali.

Qui tratteremo argomenti che vanno dalla storia più recente al futuro , dalla salute delle acque e consistenza alla qualità ittica. Descriveremo tutte le specie ittiche presenti, le loro abitudini, le tecniche di cattura e, cosa mai fatta fin ora, le tecniche di cucina.

Cominciamo con un po’ di storia. E’ d’obbligo, in quest’ambito, prendere in prestito da alcune pubblicazioni da quella del Dott. Giuseppe Tanturri,in primis. Nel suo libro del 1881 “Il Lago di Scanno”, vengono descritte le specie ittiche allora presenti.

La Lasca (Leucos Fucini): conosciuta come “rovella”, in vernacolo “Piscitielli od Antichi”;

La Tinca (T. vulgaris): descritta come niente di spregevole e di non difficile digestione, giusto perché vive in acque limpide e pure e perché ordinariamente la si mangia sempre freschissima;

Il Barbio (Barbius Fluviativi Linn.): è generalmente apprezzato e ritenuto cibo delicato e di facile digestione;

Lo Scardone: detto in vernacolo “Marmocchio”, fu introdotto nel 1856;

La Spinarella o Spinacola (Gasterosteus-aculeatus linn), fu introdotta nel 1849;

Il Gambero (Astacus fluviatis linn.);

L’Anguilla (Murena anguilla linn.) introdotta 1863-65.

Sulle trote e le cause della loro scomparsa le ipotesi che il Tanturri fece sono due: una di origine chimica, l’altra più fantasiosa di origine accidentale.

Per la prima tesi a base dell’estinzione delle trote ci sarebbero state le attività agro-silvo-pastorali e il disboscamento intensivo che provocava il dilavare dei terreni. Le alluvioni, infatti, trasportavano a valle il legnatico di risulta che nella sua biodecomposizione creava un acido (Fenoli) a cui le trote reagiscono negativamente (indicatore ambientale). La seconda ipotesi faceva riferimento alla credenza popolare secondo cui, essendo le uova dei Barbi velenose, i salmonidi finivano per restare avvelenati. Nell’opera sono riportate anche delle comunicazioni tra il Sindaco di Peschiera del Garda e quello di Scanno. Il primo, e a ragione, sosteneva che: “la trota può benissimo vivere con i barbi senza che possa riceverne danno o molestia alcuna”. E dello stesso avviso era il Sindaco di Ateleta, che assicurava: “nel tratto del fiume Sangro, scorrente per quel tendimento, i Barbi e le Trote convivono benissimo senza molestarsi tra loro”.

Dopo il Tanturri altri studiosi hanno trattato del bacino lacustre, Riccardo Riccardi, ad esempio, che nel 1929 pubblicò sul bollettino della Reale Società Geografica Italiana un libro dal titolo Il Lago di Scanno. Il suo lavoro segue a quello del Perrone (1900) che nel volume Aterno-Pescara pubblicò le illustrazioni e le carte idrografiche d’Italia.

 I loro scritti si soffermano sugli aspetti geologici e geografici del lago ed entrambi tracciarono una batimetria effettuando degli scandagli. Nel 1985, il Dott. Silvio Bruno, nel suo “I pesci del P.N.A. e delle zone limitrofe”, esamina attentamente e con dovizia di particolari tutta la fauna ittica (aumentata dal 1848 al 1985), informandoci sulle date di immissione di nuove specie ittiche. Interessanti al riguardo le notizie sul Coregone (Coregonus wartmanni)  la cui immissione avvenne tra il 1920 e il 1930 dal lago Maggiore (secondo indiscrezioni “locali” l’immissione risalirebbe invece alla fine del secolo scorso). Il Persico Reale (Perca fluviatilis) fu importato tra il 1929 e il 1930 con acclimatazione e ci preme segnalare la notizia, molto interessante, della presenza del Luccio (Esox lucius) sin dall’inizio del secolo. La Carpa regina (Cyprinus carpio) sembra che sia stata acclimatata dopo il 1930. La Tinca (Tinca tinca), che raggiunse il suo record altitudinale nel lago di Pantaniello, fu introdotta nel Lago di Scanno intorno al 1960 dall’ex “Signorotto” del paese, Antonio Di Rienzo, con lo scopo di costituire una riserva di cibo per i pastori. Le Tinche nel lago (la cui superficie è di 120-l40x200-400 mt con altezza media dell’acqua di 40-50 cm) sembrano risentire molto del clima. In alcune estati sono quantitativamente abbondanti, mentre in altre appaiono piuttosto limitate (indipendentemente dalla predazione dell’orso marsicano). Nel 2003 possiamo dire che le specie ittiche sono aumentate ancora ma non qualitativamente. Il Cavedano (Leuciscus cephalus), introdotto negli anni ’90, ha infestato tutto il lago. Il Persico Trota o Black Bass (Micropterus salmodes), ottimo predatore ed eccellente in padella, è presente con una piccola colonia vecchia solo di qualche anno. Reintrodotto da alcuni pescatori incoscienti negli anni ’90 il terribile Persico Sole (Lepomis gibbosus), chiamato anche pesce sole per la sua appariscente e variopinta livrea, è purtroppo molto infestante e danneggia i precari equilibri del lago. Le Carpe a Specchio (Cyprinus carpio) sono presenti dalla fine degli anni ’80 e raggiungano notevoli dimensioni (circa 20 kg). Sono state reintrodotte abusivamente come purtroppo questi frequentemente accade. Concludiamo con i Carassi (Carassius auratus) per fortuna presenti in pochissimi esemplari, e con le poche tartarughe tigrate rimaste.

In appena cento anni l’ecosistema del lago è stato completamente sconvolto, da qui nasce l'esigenza di mostrare attenzione verso le cose che apparentemente sembrano immutabili. Altrimenti il rischio è quello di trasformare irrimediabilmente la cosa più preziosa che abbiamo.

Alla prossima puntata….

E.G.

 

Bandiera Blu Fee 2004

(foto Archivio Scanno.org)

 

Un pesce alla volta...Da Chernobyl alla Bandiera Blu

di Enzo Gentile da "La Foce" Giugno 2005

N’è passata d’acqua sotto i ponti da quando abbiamo cominciato a trattare argomenti sul lago. Ricordiamo che nell'estate scorsa un prestigioso riconoscimento, la Bandiera Blu, è stato assegnato alla nostra località per i molteplici progressi sul campo ambientale ed ecologico. È quindi aumentata la sensibilità verso questi temi, ma nonostante tutto, è fondamentale continuare nell’azione intrapresa per salvaguardare il lago ed i suoi parametri ambientali.

Un biorisanamento può rappresentare una strada per liberare i fondali del lago dal materiale accumulatosi nel corso degli anni; valuteremo in quest’articolo una progettualità già presentata da alcuni anni alle amministrazioni comunali di Scanno e Villalago.

L’obiettivo principale è quello di ricreare l'habitat naturale del lago effettuando una bonifica con un trattamento di tipo biologico mirato a favorire e potenziare i naturali processi metabolici che portano alla degradazione e mineralizzazione dei prodotti organici. L'azione dei microrganismi ci permetterebbe di rimuovere i contaminanti degradabili con il successivo deterioramento dei composti organici complessi derivanti dalle attività antropiche. Il processo sfrutta una combinazione di due metodiche diverse, la prima con microrganismi "BIOATTIVI” e la seconda con microrganismi "BIOFISSATTIVI”. Con il primo s’intende un processo che sfrutta batteri non patogeni selezionati per le loro specifiche esigenze nutritive. Con il secondo, invece, s’intende un processo che permette di "fissare" particolari microrganismi su una miscela d’elementi, che degradano le sostanze organiche, utilizzando i nutrienti in eccesso ed introducendoli “fissati” su supporti minerali. Altro aspetto dell'incremento della popolazione microbica soccombente, strettamente necessaria alla degradazione delle sostanze organiche, è il ripristino del corretto equilibrio biologico con l'aumento delle specie bentoniche; questo consente una riduzione dei fanghi stratificati senza dover ricorrere allo svuotamento dell'invaso o allo smaltimento del dragato.

Il progetto prevede anche la conservazione delle specie ittiche, in particolare del Coregone. L'indagine si basa principalmente sullo studio della dinamica della popolazione attraverso la determinazione dell’abbondanza dello “stock”, della composizione demografica, del rapporto fra i sessi e delle modalità riproduttive. Contestualmente a questo studio dovrà essere effettuata un’indagine tesa a determinare l'attuale composizione e struttura dell'intero popolamento ittico del lago, poiché solo la completa conoscenza di questa dinamica potrà consentire l’individuazione delle soluzioni più idonee alla conservazione ed all'incremento del pregiato coregone. Lo studio sarà condotto su alcuni siti campione, scelti sulla base dei dati delle precedenti indagini, facendo ricorso a particolari attrezzature di campionamento definite "multiselective gill-nets". Si tratta di reti da posta, con capacità selettiva multipla, particolarmente adatte allo studio delle popolazioni ittiche non omogenee per classi di taglia. Sarà, inoltre, condotto un programma di marcatura sui campioni raccolti al fine di trarre informazioni sull'accrescimento e sugli spostamenti della specie. Quest’azione ci permetterà di conoscere la composizione specifica della fauna ittica in modo da poter creare dei linkages trofici con la porzione fitoplanctonica e bentonica; saranno, inoltre, effettuati dei controlli sulla consistenza delle popolazioni ittiche tramite interventi di biomanipolazione.

Ricreare l'habitat naturale, compromesso dall'uomo, per conservare una specie ittica e consentire la balneazione per scopi turistici può rappresentare un investimento sul territorio che avrà sicuramente effetti benefici sia in termini ambientali che di sviluppo. La salvaguardia dell'ambiente assume al mondo d'oggi un’importanza sempre maggiore specialmente se relazionata ad un progresso intelligente delle zone interne.

Il progetto di cui abbiamo parlato coinvolge nella sua realizzazione società con elevata esperienza nei settori specifici, la Ecodepura Srl e la Gio.Eco. Srl operanti nel campo ambientale con sistemi innovativi che effettuano interventi di bonifica attraverso l'utilizzo di prodotti biotecnologici; il Consorzio Mario Negri Sud che promuove la ricerca scientifica nel campo della biologia, medicina, formazione professionale, ricerca ambientale e agro alimentare e dispone di una completa gamma di apparecchiature e di laboratori per analisi; la Bioprogramm srl che opera nel settore dell'ecologia applicata nel campo degli studi di qualità degli ambienti acquatici fluviali, lacustri, lagunari e marini, oltre della biologia applicata alla pesca e della valutazione di Impatto Ambientale.

Alla luce di tutte queste informazioni, ormai in possesso dei nostri amministratori, ci si aspetta un serio interessamento verso questo progetto che resta in attesa di un finanziamento da parte dalle Autorità competenti o potenzialmente interessate.

Infine chiedo a tutte le persone di buona volontà di sostenere questo progetto poiché è l'unico finora redatto, quindi, l’unico valido affinché il bene più importante che abbiamo possa continuare a godere dei più ambiti riconoscimenti in materia ambientale.

Alla prossima puntata.

E.G.

 

 

Un pesce alla volta...(parte II)

di Enzo Gentile da "La Foce" Settembre 2005

Argomento di grande interesse è "la salute del lago", e si può affermare con assoluta sicurezza che gli ultimi trenta anni dal punto di vista ambientale sono stati i peggiori a memoria d'uomo, vuoi per l'inquinamento urbano, ma anche per la discarica del Valichitto, per il rinterramento, per la pressione pescatoria, per il bracconaggio subìto e, per concludere, anche per il disastro di Cernobyl.

Fino alla metà degli anni ’80, le acque del lago erano inquinate dagli scarichi fognari. Il vecchio decantatore, ubicato ai piedi del paese, scaricava a valle una quantità di materiale inquinante che creava grossi problemi ambientali, provocando la fioritura di microalghe. All’epoca, quasi tutte le attività e le abitazioni in riva al lago scaricavano tranquillamente i loro liquami, ma in seguito, pressati da una associazione pescatori attiva, gli amministratori presero coscienza della situazione e cominciarono a pensare ad un sistema serio di depurazione. Si progettò un anello di raccolta in cui convogliare tutti gli scarichi ed un depuratore che, bypassando tutto, avrebbe servito i paesi a valle del lago.

Dopo lunghe battaglie di campanile fra i paesi della valle, si optò per la scellerata scelta di costruire in ogni comune un depuratore. Scanno, Villalago, Anversa e Bugnara ebbero così i loro depuratori moltiplicando a dismisura le spese di gestione. E intanto che le controversie di campanile andavano avanti, i fosfati, i colibatteri fecali, i fenoli e addirittura il mercurio comparivano nelle analisi compiute periodicamente dall'Istituto Zooprofilattico di Teramo.

Questi esami dimostravano un quadro globale del lago dai caratteri assai negativi finché, verso la metà degli anni ’80, fu realizzato il nuovo depuratore. Si decise, insomma, per una soluzione poco vantaggiosa ma che, in compenso, permise e ancora permette di parlare di depurazione ottimale, se è vero che il lago ha conquistato la bandiera blu, diventando l'unico bacino lacustre balneabile in Abruzzo.

A rappresentare un’altra minaccia era e, purtroppo è, la vecchia discarica del Valichitto. Per molti anni sono state scaricate tonnellate di rifiuti in un posto che non si presentava adatto e sicuro a contenere gli scarti, un posto dove ancora oggi - sistematicamente - qualcosa viene trascinato a valle dal torrente Tasso. Oggi il Valichitto è una vera e propria discarica abusiva dove si possono trovare automobili, lavatrici, rulli di battipista e ammassi di rifiuti di ogni genere che rimarranno lì per migliaia di anni prima di decomporsi. Perché non pensare ad un progetto per un recupero ambientale di uno dei posti più suggestivi del nostro paese?

Altro grave problema è poi quello dell'interramento, una questione che evidenzia come l'abbandono delle attività agro-silvo-pastorali delle montagne abbia impoverito le difese create dall'uomo contro le erosioni ed il dilavamento di materiali. Tra gli aspetti deleteri, anche  la pesca di frodo che in passato è stata molto pesante e che consentiva a personaggi (locali e non) di dilapidare le ricchezze che il lago metteva a disposizione. Solo azioni di volontariato hanno tentato di arginare queste attività illegali. Ricordo invernate intere trascorse insieme con amici e l'allora Comandante della stazione della Forestale, Giuseppe De Sanctis, a rastrellare il lago alla ricerca delle reti. Il Comandante De Sanctis dopo averle confiscate provvedeva a far devolvere il pescato in beneficenza.

Oggi il fenomeno, che non si è estinto, è tuttavia ridotto a carattere fisiologico. La pressione della pesca sportiva è irrilevante, ma può diventare anch’essa pericolosa come nel caso registrato negli anni ’60 ’70 quando, in deroga alle leggi regionali sulla pesca, il coregone (bondella) veniva pescato nel suo periodo di riproduzione, senza rispettare il limite di cattura: spesso nel carniere di un solo pescatore finivano più di 50 pesci, contro le 10 catture consentite. Basta moltiplicare questo semplice dato per il numero dei pescatori, circa 300, provenienti da tutta la regione, per rendersi conto di come abbiamo assistito impotenti all’estinzione del coregone (bondella). Concludendo, non si può tacere il problema più preoccupante e, paradossalmente, invisibile, quello accaduto il 26 aprile 1986 a seguito dell’esplosione della centrale nucleare di Cernobyl. Le sostanze radioattive trasportate dalle perturbazioni provenienti dalla Russia rilasciarono una grande quantità di acqua contaminata dal cesio e come dimostrano le rilevazioni effettuate dall’Assessorato alla Sanità, inquinarono il territorio fino a rendere necessaria un’ordinanza, l’ unica in Abruzzo, che vietava la pesca nel lago.

Quanto esposto in questo articolo non può farci dormire sonni tranquilli.

L'allarme è sempre alto, tanto è stato fatto, ma resta tanto altro da fare, in primis, sensibilizzare la gente a rispettare l'ambiente.

E.G.

 

 

 

Il Lago di Scanno di notte

 (foto Archivio Scanno.org)

 

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