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Una novella d'amore: "La Presentosa" di Gabriele Ciutti
G.CIUTTI
Il racconto della Presentosa
Una favola ispirata dal nome di un
gioiello, nonché di un celebre dolce, scritta con garbo e
facilità di
lettura. E' il racconto «La presentosa»
di Gabriele Ciutti, pubblicato da Rocco Carabba
Editrice.
Caratterizzato da
una bella storia d'amore, il libro ha già avuto un discreto successo grazie
anche al titolo e
a una copertina intrigante. Ma ciò che più
conta nell'opera è il contenuto, dedicato a
Scanno e alla sua
cultura, di cui si innamora il giovane
protagonista del racconto, Manuel, un fotografo che,
incantato
dall'Abruzzo montano, giungerà ad
appassionarsi per una leggenda scannese, quella di Francesco e
Celerina.
Una favola «di lupi, serpenti, antichi
libri, mestieri dimenticati, gioielli, incantesimo e amore»
così recita
la seconda di copertina, evidenziando gli
aspetti salienti della novella di Ciutti, e
soprattutto quella
vocazione all'amore che nel libro non viene mai meno.
Ed
ecco il libro descrivere l'arrivo con la corriera da Roma di Manuel, la scoperta del fascino di
Scanno, del
gioiello la presentosa, considerato in
paese come un vero e proprio impegno di matrimonio.
Gioiello che
ovviamente Francesco donerà a Celerina
come pegno d'amore, un amore che nel finale tragico
acquista un
senso di purificazione: «Francesco», così
recita Celerina al suo amante, «tu che sai del
mare, dei suoi
castelli e dei colori. Portami con te.
Saremo salsi di sabbia e zuppi di calore. Voglio
abbracciare l'onda come fosse Amore, stringerla forte e non
lasciarla andare». Marco Tabellione Il Centro 22 Febbraio 2003 Cultura e Società
GABRIELE
CIUTTI E LA SUA “PRESENTOSA”
La
memoria, le meditazioni, le conversazioni si sono fatte libro. Ed ecco il bel
volume di Gabriele Ciutti “La Presentosa
“, che si propone come un viaggio nel tempo, in cui chi legge incontra
usi, costumi, tradizioni, personaggi, modi di dire e di fare, che é un
magistrale spaccato che amalgama insieme storia e leggenda, ricordo e favola,
vaghe testimonianze di quel che è stato e rapide pennellate di quel che è. Ed
è un mondo che tanta parte ha nel nostro essere abruzzesi come “summa”
schietta di tutto il nostro vissuto. Ed è, come si evince da una lettura
partecipata, una ricognizione di fatti e cose che solo un animo sensibile come
quello di Gabriele Ciutti poteva figliare. Per questo gli abbiamo subito
domandato da quali pulsioni di memoria e di intelletto nasce questa tenera “Presentosa
“.
Gabriele,
quasi centellinando le parole, sembra fare fatica ad aprirsi, ma poi la
confessione scorre richiamando circostanze e stimoli perché la scrittura si
facesse racconto. E dice: “Qualche tempo fa, mi venne affidato l’incarico di
realizzare, per conto della Regione Abruzzo, un filmato breve sull’Artigianato
d’Arte. Avevo già prodotto, anni prima, una serie di ritratti di
artigiani, in bianco e nero, pubblicati in un “portfolio” della provincia
dell’Aquila. E’ scaturita così, per me, la possibilità di conoscere meglio
un mondo al quale ero sicuramente legato da consuetudini e impressioni di
memoria, ma di cui in realtà sapevo ancora poco. Non ho avuto, a differenza di
molti, familiari artigiani; e le uniche opere “fatte in proprio” da mio
padre erano delle semplici, ma funzionali gabbie per conigli e pulcini, che
allevava, come svago, in una piccola rimessa vicino casa”.
Seguo
il discorso di Gabriele e mi vengono alla mente quelle osservazioni siloniane
sul parlar contadino, mettendo le parole una dopo l’altra come le tessitrici
del suo tempo facevano con i fili e col telaio. Un discorso fatto con piccole
pause, quasi con pudicizia, per dire da quali radici sbocciano i germogli di
questa sua fatica letteraria. E insisto per sapere le connessioni tra questo
retroterra di esperienze appena accennato e quel che poi è avvenuto.
E
Gabriele, dosando sempre parole e tempi di espressione, riprende: “Ho sentito
il bisogno di un piccolo viaggio di ricerca in alcuni dei paesi abruzzesi più
conosciuti per le ricche tradizioni artigianali che, nonostante le difficoltà,
ancora vengono coltivate. Ed eccomi a Castelli, Scanno, Pescocostanzo,
Guardiagrele, ed altri ancora. Ovunque andassi mi sono apparse evidenti vera
passione e autentica maestria; qualità, queste, tanto più apprezzabili quando
si pensi all’impari lotta dei maestri artigiani contro l’avvento di
automatismi e contro un nemico ancora più infido: l’appiattimento del gusto
generale.
Per
quanto breve, quel viaggio si è dimostrato un’esperienza affascinante”.
Interrompo
per dire: “Hai ragione, gli automatismi che sostituiscono le antiche e nobili
manualità artigianali, hanno tolto l’anima all’oggetto generando quel
detestabile fenomeno che tu denunci come “appiattimento del gusto”. Ma hai
notato qualche “nicchia” che si salva dalla devastazione consumistica?”.
“In
tutta sincerità —risponde Gabriele — devo riconoscere che, pur nel comune
splendore di questi centri, quello che ha colpito maggiormente la mia
immaginazione è Scanno. E’ un paese magico, su questo non ho dubbi. La
gentilezza di alcune donne, disposte a posare per noi, con i loro fantastici
abiti tradizionali, mi ha fatto scivolare in uno stato d’animo davvero
singolare.
Ho
creduto di capire cosa avessero provato, lì, i grandi artisti, pittori e
fotografi del passato: maestri come Michetti, Giacomelli, Cartier Bresson... Una
grande emozione”.
Affascina
sempre il misterioso rapporto tra la donna e il gioiello. Certamente hai potuto
osservare...
“Ah,
si. Ce ne stavamo lì, nel bel mezzo di un vicolo, in attesa che l’orafo
portasse fuori dalla bottega alcuni dei suoi gioielli più preziosi. Li avrebbe
indossati, di lì a poco, una cortese e giovane signora di nome Celerina,
vestita di tutto punto con l’abito da cerimonia.
D’un
tratto, in alto, alle mie spalle, s’aprì lo spiraglio di una finestra. E
giunse la voce di una anziana signora. — Celerì
—
sussurrò alla donna in costume — mettiti
bene ju cappellitto -.
Feci appena in tempo a voltarmi: la vecchia sorrise e tornò agli affari
suoi”.
Come
una favola dei vecchi tempi, il racconto di Gabriele mi seduce.
Sta
parlando della nostra terra e della nostra gente; e sta dicendo cose che hanno
sapore di verità e di sogno. E voglio ancora sapere.
Gabriele
mette il miele nelle sue parole e continua: “Scanno, e
l’Abruzzo, sono orgogliosi delle proprie tradizioni e non hanno, credo, molta
voglia di apparire; ma se proprio devono farlo, tanto vale farlo bene. E mi vien
voglia di fotografare Scanno, per carpirne l’anima, sentirla fin nel più
nascosto risvolto, ma per fortuna ci hanno pensato i più grandi del mondo”. E
allora?
“Già, allora!
Allora ho inventato un fotografo straniero che lo avrebbe fatto per me, e l’ho
mandato lì... correva l’anno 1926. Poi gli ho fatto incontrare un locandiere
del paese; e non poteva che essere saggio e gentile. Ho immaginato una storia
d’amore tra un giovane pastore benestante e una bella e, ovviamente, povera
ragazza (il contrario non era credibile neanche allora). Come terzo incomodo
(poteva mancare?): una strega misteriosa e bellissima”.
E
siamo ormai in una magica atmosfera di fiaba...
“Sì,
qualcosa tra la fiaba e la novella entro cui esseri animati, oggetti, cose, si
fanno personaggi e protagonisti. E si tratta di lupi, gioielli, antichi libri,
sentimenti, natura selvaggia, misteri dimenticati, amore. Ed ecco il fotografo,
Manuel; ed ecco il locandiere, Michele Altamura.
Il
giovane pastore l’ho chiamato Francesco. La strega, in Abruzzo, non poteva che
essere
La
femmina del Lago”.
Reminiscenze
dannunziane?
“Non
so. Ad un certo punto ho avvertito che mi mancava il nome di lei: la
giovanissima protagonista, dal cuore semplice e sognante. Ma doveva essere un
nome speciale, curioso, musicale: un nome da favole.
E
m’è tornato in mente, Celerina”. Non mi rimane che augurare a questa “Presentosa”, ai suoi personaggi, ai momenti e alle cose che evoca, e in particolare alla tenera Celerina, di entrare, con legittimo diritto di cittadinanza, nel ricco parnaso abruzzese della memoria e della fiaba. Dove rimarrà, ne sono certo, in una collocazione di dignità, anche il nome di Gabriele Ciutti. Romolo
Liberale Scrittore -
Storico
Recensione de
"Il Tempo" http://www.cappadociaweb.it/presentosa.htm
il sito della casa Editrice Carabba dove poter acquistare il testo: http://www.editricecarabba.it/index.php
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