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Le Fontane di Scanno
I mascheroni della Fontana Sarracco Tratto da: L’Ambiente Urbano – Raffaele Giannantonio – Scanno Guida storico-artistica alla città e dintorni – Carsa Edizioni – Pescara 2001 Le fontane hanno da sempre rivestito un ruolo di grande rilievo nell’economia di Scanno come riferimento infrastrutturale cardine nel tessuto urbano e luogo d’incontro degli abitanti. Ecco perché la fonte è destinata ben presto a diventare emergenza architettonica con valenze monumentali, assumendo il ruolo di catalizzatore dei fenomeni di espansione urbana. Nei paesi d’Abruzzo si trovano numerose fontane monumentali costruite dal XIV al XIX secolo sulle quali, in quanto luoghi significativi della città, si concentrava l’attenzione degli architetti e dei decoratori. Di frequente la fontana si trovava in posizione periferica e prossima alla cinta muraria, assolvendo spesso a una funzione integrativa tra città e campagna, tra il sistema economico agro-pastorale e quello urbano, come nel caso della fontana del Pisciarello, ma anche in prossimità di una chiesa, sottolineando in tal modo la funzione di aggregazione sociale del luogo antistante la chiesa stessa. Le due fontane di Scanno sono state nel corso dei secoli fattori di vita e di lavoro essenziali per lo sviluppo delle attività manifatturiere, artigianali e industriali non rivestendo mai il ruolo di monumento esclusivamente celebrativo, anche se risulta innegabile il loro interesse artistico. Inoltre sia la fontana Saracco che la Pisciarello facevano parte di un sistema idraulico complesso, alimentato dalle sorgenti di Capodacqua e funzionale all’attività armentizia e in particolare alla manifattura dei tessuti di lana.
Fontana Sarracco La storia della Fontana Saracco, sita in largo Chiaffredo Bergia, con i celebri mascheroni del Re, della Regina, dello Zoccolante e del Cappuccino, è strettamente collegata con l’espansione della città circostante. In epoca medioevale, l’area dove sorge la fontana si trovava al di fuori del centro urbano; prima del XVI secolo la fontana doveva presentarsi come un semplice abbeveratoio, subito dopo ricostruito in forme più consone a un uso di tipo urbano. I quattro Mascheroni Nel XVIII secolo tutta l’area vicino alla fontana è interessata da un fenomeno di espansione urbana con un conseguente rinnovamento della fontana stessa. Oggi è costituita da due nicchioni in pietra realizzati a più riprese tra il XVI e il XVIII secolo. La zona basamentale del nicchione di sinistra coincide con l’antico abbeveratoio di epoca medioevale realizzato con conci in pietra di differente grandezza rispetto a quelli usati superiormente nella realizzazione del sovrastante arco che reca la data della prima espansione dell’organismo: 1549. Alla stessa data è da riferire la zona basamentale del nicchiane di destra, come dimostra la veduta di Scanno del Pacichelli (1692) nella quale la fontana appare composta di due corpi, ma quello di destra è più basso arrestandosi all’imposta dell’arco adiacente. Dopo il 1732, in concomitanza con l’espansione del centro urbano limitrofo coincidente con il periodo di maggiore prosperità dell’industria armentizia, venne terminata la costruzione della fontana con la realizzazione del secondo arcone a tutto sesto di destra e nel muro venne inserita la formella con l’Annunciazione la cui data è usualmente letta 1732. La formella dell'Annunciazione L’ultima fase costruttiva della fontana risale al 1859 quando, in seguito alla rottura di un mascherone sporgente dal pilastro centrale, si decise per il suo spostamento in una nicchietta costruita appositamente sulla destra della fontana. Nello stesso anno si intervenne nuovamente sul monumento sostituendo le tubature in cotto con tubi in piombo e si provvide al rifacimento della pavimentazione antistante a blocchi di pietra rettangolari. Alla fine del XIX secolo l’antica tubatura in cotto è stata sostituita da una più moderna in ghisa terminata nel 1898. Nel XX secolo, dopo l’intervento sulla fontana degli anni Settanta consistito nel rifacimento del mascherone della Regina in cemento e nella riparazione delle fessurazioni della pietra con malta cementizia, l’intera fontana è stata restaurata su progetto redatto per iniziativa del Comune nel 1987 e realizzato negli anni seguenti in collaborazione con la Sopraintendenza ai BAAAS. Va fatto infine notare come nell’edificio prospiciente la fontana si trovi una meridiana, opera, come tutti gli altri orologi solari di Scanno, del frate francescano Nunzio Farina, matematico vissuto nell’Ottocento.
La Fonte del Pisciarello
I due mascheroni, posti ad affiancare il nicchione, sono interessanti per la loro plastica piatta, ma al contempo molto elaborata: il motivo antropomorfo quasi si fonde e si trasforma in quello fitomorfo; ciò è particolarmente evidente nella barba del misterioso personaggio, rappresentata quasi fosse una corolla di un fiore, e nelle orecchie accentuate che ricordano un motivo tipico dell’ornato architettonico tardo-settecentesco. I mascheroni sono da far risalire alla seconda metà del Settecento e si possono confrontare con quelli di alcuni portali presenti in esempi di edilizia civile del paese. La fontana è chiusa superiormente da un fastigio curvilineo di gusto rococò che conclude il nicchione accogliente nel centro lo stemma dell’Università di Scanno. Sul lato sinistro una nicchietta ospita il rosone con il terzo zampillo, detto anche "beverino".
Alla Fonte del Pisciarello (foto d'epoca per gentile concessione: Foto Filiberto Tarullo)
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