XXXI Premio Scanno - Recensioni

   Welcome to Scanno - L'Aquila - Abruzzi - Italy - "The Pearl of Abruzzo"

Home / Mappa Portale di Scanno / Come Arrivare a Scanno / Scanno si presenta / Scheda di Scanno / Cenni Storici su Scanno / Monumenti e siti artistici / Tradizioni e Cultura / Artigianato Locale / Prodotti Tipici / Dintorni di Scanno / Galleria Immagini / Cartoline dal passato / Suoni e colori di Scanno / Scanno: curiosità / Attrazioni Turistiche / Eventi e Manifestazioni / Alberghi e Hotels a Scanno / Ristoranti a Scanno / Appartamenti in affitto-Lodge / Numeri Pubblica Utilità / Esercizi Commerciali Scanno / Links / Notizie e Novità / Le Vostre Foto Ricordo / Scannesi nel mondo / Recensioni di Scanno.org / Motori di Ricerca / Ricerca Informazioni / Commenti / Richiesta Informazioni / Ringraziamenti

     Home Su 

E-mail: info@scanno.org - © 2001-2008 - Il Portale di Scanno (AQ) - Abruzzo - Italia

 

 

Comune di Scanno

 

 

 

 

 

Autolinee Regionali

Pubbliche Abruzzesi

 

Password per il Turismo nel

Mezzogiorno

 

 

 

Tipiche Case Scannesi

 

 

Scanno in autunno

 

 

scanno_case_01.jpg (79778 byte)

La Casa - ambiente d'altri tempi

 

 

 

Scanno d'altri tempi

 

 

 

 

Il Lago

 

 

 

 

 

 

Curiosità a Scanno

 

 

 

• Home •
• Mappa Portale di Scanno •
• Come Arrivare a Scanno •
• Scanno si presenta •
• Scheda di Scanno •
• Cenni Storici su Scanno •
• Monumenti e siti artistici •
• Tradizioni e Cultura •
• Artigianato Locale •
• Prodotti Tipici •
• Dintorni di Scanno •
• Galleria Immagini •
• Cartoline dal passato •
• Suoni e colori di Scanno •
• Scanno: curiosità •
• Attrazioni Turistiche •
• Eventi e Manifestazioni •
• Alberghi e Hotels a Scanno •
• Ristoranti a Scanno •
• Appartamenti in affitto-Lodge •
• Numeri Pubblica Utilità •
• Esercizi Commerciali Scanno •
• Links •
• Notizie e Novità •
• Le Vostre Foto Ricordo •
• Scannesi nel mondo •
• Recensioni di Scanno.org •
• Motori di Ricerca •
• Ricerca Informazioni •
• Commenti •
• Richiesta Informazioni •
• Ringraziamenti •

 

 

Previsioni Meteo

su Scanno

 

 

 

 

 

 

 

E-Government

Regione Abruzzo

 

 

 

Rete della Cultura Abruzzese

 

 

 

Sistema Museale Telematico Regione Abruzzo

 

 

 

 

 

 

 

Abruzzo è Appennino

 

 

 

Norme in Rete

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Energia Sostenibile per L'Europa

 

 

 

 

 

 

 

Monumenti e Siti Artistici

 

 

 

I Portali dei Palazzi di Scanno

 

 

 

Il Dialetto di Scanno

 

 

 

Tradizioni e Cultura

 

 

 

Le Fontane di Scanno

 

Eventi e Manifestazioni

 

 

 

Scanno_dei_fotografi_poster.jpg (104631 byte)

Scanno dei Fotografi

 

 

 

Pubblicità anni '50 /60 Enit

 

 

Le recensioni della "cinquina" per la Letteratura

logo_premio_scanno_maschera_bn.jpg (7284 byte)

 

La Fontana Sarracco sec.XVI e XVIII - Scanno

 

 

SCHEDA LIBRO

FOLCO QUILICI

MARE ROSSO

 

L’AUTORE

BIOGRAFIA

 Folco Quilici è nato a Ferrara nel 1930 da Nello Quilici, storico e giornalista e Mimì Buzzacchi, pittrice.

Il nome di Folco Quilici si associa da tempo alla conoscenza del rapporto tra uomo e mare. Con film: "Sesto Continente" (Premio Speciale alla Mostra del Cinema di Venezia del 1954), "Ultimo Paradiso" (scritto con Ennio Flaiano, Orso d'Argento al Festival di Berlino del 1956), "Tikoyo e il suo pescecane" (scritto con Italo Calvino, Premio Unesco per la Cultura del 1961), "Oceano" (Premio Speciale Festival di Taormina del 1971) e "Fratello Mare". E' del 1991 il suo film di fiction a grande schermo tratto dal suo romanzo "Cacciatori di Navi" (presentato e premiato a Umbria Fiction nel 1992)

  Nel campo dei medio e corto metraggi sono oltre trecento i film a carattere culturale da lui realizzati. Da ricordare due opere presentate fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia: Gauguin (1957), L'angelo e la Sirena (1980) e la nomination all'Oscar nel 1971, per Toscana uno dei sedici film della serie Italia dal Cielo alla quale hanno collaborato - dal '64 al '79 - nomi di massimo prestigio della letteratura italiana come Calvino, Sciascia, Silone, Praz, Piovene, Comisso. Questi film sono stati trasferiti su DVD con un programma di perfetto restauro, iniziato nel 2002, che si concluderà entro il 2005.

  L'attività di Folco Quilici ha trovato vasto spazio nei programmi culturali della Televisione in Italia e all'estero: dal reportage Tre volti del deserto ('57) alle Serie in cooproduzioni europee come Alla scoperta dell'Africa ('64/'65), Malimba ('66), India ('66/'67), Islam ('68/'69), Alba dell'uomo ('70/'75), Mediterraneo ('71/'76), I mari dell'Uomo ('71/'74), L'Uomo Europeo ('76/'80) e molti altri titoli sino a Il rischio e l'obbedienza ('90/'92), Archivi del tempo ('88/'93), L'Avventura e la Scoperta ('90/'93), Viaggi nella Storia ('92/'93), Arcipelaghi ('93/'95). 

  Per i tredici film della Serie Mediterraneo e gli otto di Uomo Europeo Quilici ha avuto a fianco, uno dei maggiori storici del nostro tempo, Fernand Braudel. Hanno anche prestato la loro consulenza l'antropologo Levi Strauss, il paletnologo Leroy-Gouran. L'archeologo Sabatino Moscati ha guidato Quilici nelle Serie dedicate all'archeologia subacquea ("Mare Museo" - 1988-'92), sui Fenici ("Sulle rotte di porpora" 1987-'88). Con l'archeologo George Vallet ha realizzato "I Greci d'Occidente".    

  Dal 1992 al 1999 ha eseguito per l'Istituto Luce e la RAI, come regista "L'Italia del XX secolo", 65 film su testi degli storici De Felice, Castronovo e Scoppola

Dal 1997, ha iniziato per RAI 3, la Serie "Alpi", in collaborazione con il CAI (Club Alpino Italiano): otto film dedicati alla natura e alle genti dell'arco montano. In vendita come video-libri VHS.

Nel 2000, per la rete franco tedesca Arté ha prodotto "Kolossal", lungometraggio culturale e nel 2002, con la stessa coproduzione, "Il Mondo di Pinocchio".

Ha concluso anche la Serie "Italia Infinita", cinque film prodotti per RAI 3, RAI International e reti televisive internazionali. In vendita come video-libri VHS.

Nel 2003 poi, ha curato la realizzazione di sei film dedicati ai suoi viaggi nelle isole del mondo (Di Isola in Isola), di cui è prevista la messa in onda televisiva e la successiva vendita come video-libri nei primi mesi del 2004.    

  Premi internazionali hanno riconosciuto il suo impegno per la TV culturale in questo campo: dal Premio della Critica Francese per la regia della Serie "Mediterranéé" al Premio della Critica italiana per "India" (1966), di nuovo attribuito a "Alba dell'Uomo" (1975) e a "Festa Barocca" (1983). Il più recente riconoscimento (1995) è la "Targa d'Oro Europea" per il suo impegno nel cinema storico-culturale.  

  Il suo romanzo, Cacciatori di Navi è stato pubblicato anche negli Stati Uniti con il titolo Danger Adrift. Tra il 1976 e il 1979 ha diretto La Grande Enciclopedia del Mare. Nel '74/'75 è stato coautore dei due volumi La Mediterranée, editi in Francia con la Direzione di Fernand Braudel. Nel 1997 gli è stato assegnato il "Premio Internazionale Cultura del Mare" per le sue opere sui mari d'Italia. E nel luglio 2000  gli è stato assegnato il "Tridente d'Oro alla Carriera" dall'Accademia delle Arti della Scienza Subacquea.

Sta collaborando, dal 2002, a una serie di volumi illustrati di Luca Tamagnini dedicati dal Ministero dell'Ambiente alle aree protette dei mari italiani. I primi titoli sono: "Asinara", "Arcipelago Toscano" e Tremiti". In preparazione i volumi dedicati alle Isole Egadi e all'Arcipelago della Maddalena.

Attualmente il suo principale impegno è come scrittore nella narrativa.

Già nel 1997 aveva edito con Mondadori "Cielo Verde", romanzo entrato nella classifica dei libri più venduti in Italia.

Nel giugno '98 il romanzo "Naufraghi". Nel 1999 con il suo romanzo "Alta Profondità", anch'esso entrato nella classifica dei libri più venduti.

Il sequel narrativo iniziato nel 2001 con "L'Abisso di Hatutu", pubblicato da Mondatori, continua nel 2002 con "Mare Rosso" che ha incontrato un vasto favore di pubblico e continuerà, nel 2003 con il quarto romanzo "I Serpenti di Melqart".

In collaborazione con la moglie Anna, sono state presentate due "biografie avventurose": "Amundsen" (1998) e "Jack London" (2000), Edizioni Piemme; quest' ultimo nel 2001 ha vinto il "Premio Chianciano" e il "Premio Castiglioncello".

Quilici collabora alla stampa italiana e internazionale. Dal '54 scrive su Life, Epoca, Panorama, Europeo, e altri periodici nazionali e internazionali;  e su vari quotidiani tra i quali La Stampa, Il Corriere della Sera e Il Giornale. Ha vinto il "Premio Italia" di giornalismo nel 1969; e nel 1990 il "Premio Giornalistico Europeo".

Nel '94 la "Penna d'oro" per i suoi servizi sull'Africa. Nel '97 gli è stato conferito il "Premio Marforio-Campidoglio per la Carriera, per il giornalismo culturale". E nel '99 il "Premio San Giorgio" per l'insieme dei suoi scritti.

Ha tenuto corsi all'Università di Bologna (1966-67) di Berlino (1991), al Centro Sperimentale di Cinematografia (1995), all'Università Cattolica di Milano (1998), alla Terza Università di Roma (2001-2002). Dal 1985 al 1989 è stato il responsabile di ORAO, il Centro di Formazione dell'Immagine Culturale. I cui corsi sono ripresi nel 1997 e proseguiti nel 1998.

E' tra i soci fondatori dell'H.D.S. (Historical Diving Society). E' membro dal 2001 della SOCIETA' GEOGRAFICA ITALIANA.

Come fotografo che opera dal 1949, accumulando un archivio d'oltre un milione d'immagini a colori e in bianco e nero, Folco Quilici è stato dichiarato "Great Master for creative excellence" dall'International Photo Contest 1998.

Nel Febbraio 2002 Folco Quilici ha ricevuto il Premio NEOS, dell'Associazione Giornalisti di Viaggio, per la sua attività di scrittore.

Dal febbraio del 2003 ha la responsabilità di dirigere l'Istituto Centrale per la Ricerca Scientifica e Tecnologica Applicata al Mare, ICRAM.

 

 IL LIBRO

                                                                                                                                                   

DATA DI PUBBLICAZIONE : DICEMBRE 2002

EDITORE: MONDADORI

COLANNA: OMNIBUS

CLASSIFICAZIONE: LETTERATURA ITALIANA: ROMANZO

PAGINE:309

Nel suo ultimo romanzo, Folco Quilici narra la ricerca di un tesoro nascosto in un mercantile inglese affondato a fine '800 tra i reef delle Isole Dahlak.

Durante le perlustrazioni, gli archeologi subacquei già protagonisti dei  suoi precedenti romanzi, non rinvengono il mercantile,  ma il relitto di un sommergibile italiano affondato durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1941.

Di quel sommergibile non si conosce il motivo della missione segreta nel mare africano, fino a quando un colpo di scena dà il via a una serie di eventi drammatici e sorprendenti.

Sullo sfondo di una lunga avventura, l'autore evoca la reale, tragica vicenda dei sommergibili italiani in Mar Rosso.

Dopo "Alta Profondità" e "L'Abisso di Hatutu", continuano le avventure degli archeosub Marco Arnei e Sarah Morasky  

La  perenne ricerca è l'impressione che dà ancora a 72 anni Folco Quilici, giornalista, scrittore e fotografo da sempre sulla cresta dell'onda. Sono tantissimi i riconoscimenti italiani ed internazionali che continuano a consacrarlo come uno dei nomi di massimo prestigio nella cultura del mare. Le sue pubblicazioni sono entrate nelle classifiche annuali dei libri più venduti ed hanno fatto il giro del mondo. Dopo "Alta profondità" e "L'Abisso di Hatutu", Folco Quilici pubblica un nuovo romanzo - "Mare Rosso", edito dalla Mondadori - che completa la trilogia. 

L’intreccio

Con l'aiuto del fedele Juv, i due protagonisti Marco e Sarah continuano le loro imprese sottomarine nell'arcipelago delle Dahlak, nel sud del Mediterraneo di fronte alla Dancalia, una zona arida in superficie, i cui fondali sono coperti da una foresta madreporica multicolore e rigogliosa, senza pari al mondo. Marco e Sarah scopriranno ben presto che le acque vicino all'isolotto di Dur-Ghella - dove hanno deciso di porre il Campo base delle operazioni che intendono compiere - sono da sempre teatro di un vasto e redditizio traffico di armi e droghe, oltre che un antico mercato di merce umana. Grazie all'ingente somma di denaro guadagnata con la Missione Hatutu, il professor Arnei è alla ricerca del relitto del piroscafo Elizabeth, una nave da trasporto inglese proveniente da Bombay, dove aveva caricato preziose statue, naufragata ai primi del '900. Gli sviluppi della sua ricerca saranno però molto diversi da quelli preventivati: scoprirà, infatti, che il relitto trovato è in realtà quello di un sommergibile carico di denaro fuori corso, e si troverà a dover salvare Sarah, sequestrata da una flottiglia di pirati che richiedono, in cambio della sua liberazione, la consegna del presunto tesoro.

L'azione del romanzo si svolge nel Mar Rosso, teatro di una tensione internazionale caratterizzata da accanite lotte tra bande rivali. Ad incendiare il tutto vi è, inoltre, un contrabbando di droga, armi e bambini che esiste fin dai tempi più antichi nello Stretto di Bab-el-Mandeb - appunto la "Porta del Mare" - tra Africa ed Arabia. Si tratta di un luogo tutt'oggi infestato dai pirati e, quindi, molto pericoloso. Qualche tempo fa, addirittura, una barca fu attaccata e l'equipaggio si salvò solo grazie alla reazione dell'armatore che aveva portato con sé un fucile a pompa.

 Relazione

Ancora una volta è possibile cogliere, leggendo le pagine del libro, che la trama è il frutto di una grande ricerca, sia storica che scientifica: la pirateria,la storia dei sommergibili italiani nel Mar Rosso.

Su questi fatti storici, si inserisce la nuova avventura dei due archeologi che dovranno penetrare il relitto di questo ignoto sommergibile, di cui non esiste traccia alcuna.

I due protagonisti, gli stessi degli altri 2 romanzi, pensano e vivono tramite la leggiadra penna di Quilici che li veste di valore professionale e di strategia esistenziale, qualità necessarie a farli sopravvivere alle avventure.

 Sebbene si tratti di personaggi inventati, l’autore trae ispirazioni da persone che ha conosciuto realmente che, con grande abilità, strumentalizza a favore della narrazione. Ad esempio, il suo aiuto operatore subacqueo e grande maestro Masino Manunza gli ha ispirato il  mitico personaggio di Juv, il subacqueo sardo dal forte cinismo, ma anche dalla grande saggezza.

La tecnica narrativa che vede intrecciarsi dialoghi ed eventi remoti in un perfetto equilibrio, reso possibile da una penna che guida le azioni dei suoi eroi, fa di Mare Rosso, un romanzo accessibile a tutti, dai bambini ai novantenni; cioè a tutti quelli che viaggiano con la fantasia e sognano di vivere incredibili e meravigliose avventure. Ecco perché, lo stesso Quilici, in un’intervista ha detto che i 2 ingredienti principali del suo romanzo sono: la fantasia e la scienza, intesa come storia, biologia e tecnica della navigazione

Inoltre, il lettore ha, a volte, la sensazione di vedere con i suoi occhi le scene descritte, quasi come se si trattasse di sequenze cinematografiche.

Si tratta, nella sostanza, di un thriller avventuroso che riesce didatticamente a porre l’accento su una “pagina ignorata della nostra storia”.

 

 

SCHEDA LIBRO

GAO XINGJIAN

LA MONTAGNA DELL’ANIMA

 

L’AUTORE

BIOGRAFIA

 Gao Xingjian, narratore, saggista, drammaturgo, traduttore e pittore, è nato a Ganzhou (provincia del Jiangxi) nella Cina sudorientale, nel 1940.

Studia all’Università di Lingue Straniere di Pechino e diventa traduttore di lingua francese. Traduce alcuni classici del Novecento e, dopo alcuni anni di “rieducazione” imposti dalla rivoluzione culturale, si afferma sulla scena letteraria con il Primo Saggio sull’arte del romanzo moderno (1981) e con alcune opere teatrali come Fermata d’autobus (1983).

In un clima politico sempre più ostile e soffocante, Gao decide nel 1987 di lasciare la Cina e nel 1988 approda a Parigi dove vive tuttora. Qui conclude il suo capolavoro La Montagna dell’Anima (1990), e dopo i fatti di Tienanmen scrive il dramma La fuga (1989).

Dal 1998 è cittadino francese.

Nel 1999 pubblica il suo secondo grande romanzo autobiografico, Il libro di un uomo solo.

Nel 2000 Gao ottiene in Italia  il Premio Ferocia; in ottobre, l’Accademia Reale di Svezia gli assegna il Nobel per la letteratura.

Nel 2001 Rizzoli ha iniziato la traduzione integrale delle sue opere con i racconti di Una canna da pesca per mio nonno e Per un’altra estetica, il catalogo di una mostra della sua produzione figurativa.

 

IL LIBRO

La letteratura permette all’essere umano di conservare la sua coscienza di uomo”

 

DATA DI PUBBLICAZIONE :GIUGNO  2002

EDITORE: RIZZOLI

CLASSIFICAZIONE: LETTERATURA ITALIANA: ROMANZO AUTOBIOGRAFICO

TRADUZIONE DAL CINESE DI MIRELLA FRATAMICO

PAGINE:640

L’intreccio

In Cina, agli inizi degli anni ’80, il protagonista della “ Montagna dell’Anima” semplicemente designato dal pronome personale “Io”, intraprende un viaggio per sfuggire alle preoccupazioni “ Noie” della vita della capitale. Il caso- 2 tazze da thé sul tavolino del compartimento del treno cozzano - lo mette alla ricerca di una misteriosa montagna. A partire da questo momento, il romanzo coinvolge il lettore in un viaggio spirituale dai contorni indefiniti attraverso una Cina sconosciuta, di una ricchezza infinita.: conquista dell’amore e della verità, della saggezza e della purezza, il ritorno all’infanzia; durante la narrazione “io”  diventa “tu” e le due voci si alternano e si confondono in una struttura narrativa sublime  e moderna.. 

Relazione

L'opera di Gao Xingjian, premio Nobel per la letteratura nel 2000, è stata rifiutata dalla patria cinese, che il versatile artista di Pechino ha abbandonato nel 1987 per vivere a Parigi. Il suo capolavoro, "La Montagna dell'Anima", non può essere considerato un romanzo strettamente politico, per quanto contenga alcuni passaggi critici nei confronti della Rivoluzione Culturale, perché questo scenario fa da sfondo alla ricerca filosofica della natura dell’Anima. Ha molta importanza anche la descrizione dei paesaggi, delle tradizioni e delle popolazioni della Cina sud-orientale, ma neppure il viaggio (fisico) può dirsi tema centrale del libro.

"La Montagna dell'Anima", difficile da classificare e scomporre, è un'opera che parla di se stessa e riflette sul significato della letteratura e della vita. E' simile ad uno specchio, dove l'autore e il lettore possono osservare la propria immagine, suddivisa in mille riflessi di luce e d’ombra. Un "io", che segue il percorso del Fiume Azzurro e  un "tu", che cerca la Montagna dell'Anima e racconta storie a una "lei", incontrata per strada.

I luoghi del romanzo hanno un nome, che evoca antiche leggende cinesi ed eventi storici, ma ai personaggi basta un pronome, perché sono tutte emanazioni di uno stesso soggetto, che nella scrittura si scompone per cercare la propria anima.

L’attenzione del lettore viene rapita dall’uso dei pronomi personali soggetto rispetto ad un protagonista che vive, sente e prende forma nel dispiegarsi delle pagine.

La descrizione dei luoghi e dei vissuti riecheggiano nell’animo del lettore alla maniera proustiana.

L’identificazione dell’io, il racconto esperienziale di una vita che viene riletta con occhi diversi, più adulti e consapevoli di un qualcosa che non torna e non tornerà più.

Ed infine, la temporalità dell’intreccio di un passato ed un presente che si alternano tracciando i diversi percorsi della mente attraverso un linguaggio puro e limpido, la cui musicalità accompagna i contorni simbolici e metaforici delle immagini  descritte.

E’, sostanzialmente, il viaggio di un’Anima alla ricerca del suo senso nelle pieghe dei luoghi del vivere esistenziale.

Si tratta, certamente, di un’opera autobiografica di una profondità incomparabile.

"La Montagna dell'Anima", ispirato a un viaggio compiuto dopo un'errata diagnosi di tumore, fu edito per la prima volta a Taiwan nel 1991,oggi, è diventato un’opera monumentale.

  

 

SCHEDA LIBRO              

ANTONIO FRANCHINI

QUANDO SCRIVIAMO DA GIOVANI

 

L’AUTORE

BIOGRAFIA

Franchini è nato a Napoli nel 1958 e ha cominciato giovanissimo a lavorare nell'editoria.

Il suo esordio letterario data 1991, quando pubblicò presso Leonardo, Camerati, una straordinaria raccolta di racconti autobiografici da cui erano desumibili le cifre stilistiche e tematiche che l'autore avrebbe sviluppato successivamente con  Quando scriviamo da giovani,  Quando vi ucciderete maestro ? (1996) e Acqua, sudore e ghiaccio (1998), e il romanzo L’abusivo (2001).

Ha pubblicato racconti e saggi critici in volume e su numerose riviste ed ha partecipato all’antologia di scrittori meridionali Disertori (2000).

A tutt 'oggi vive a Milano e lavora a Segrate, presso Mondadori, in qualità di editor della narrativa italiana.

IL LIBRO

                                                                                                                                                   

 

 

 

DATA DI PUBBLICAZIONE : 2003

EDITORE: AVAGLIANO A& EDITORE

CLASSIFICAZIONE: LETTERATURA ITALIANA: RACCONTI

PAGINE:256

 L’intreccio


È la raccolta di quattro racconti scritti parecchio tempo fa.

Sullo sfondo di campi di calcio, banchi di scuola e aule di università, i protagonisti crescono, condividono storie, battaglie, passioni e delusioni, finché le loro strade non si dividono.

I  primi tre racconti sono luoghi in cui i ragazzi, gli adolescenti, i giovani vivono immersi nelle proprie realtà come sospesi in altre dimensioni, che sono, di volta in volta, la politica per gli adulti, la condivisa estraneità di una lingua morta – il latino, la passione per la poesia e la letteratura.

 L’ultimo racconto, che dà il titolo al libro, narra di un’amicizia “ritrovata” in un’epoca di resoconto esistenziale; i personaggi ripercorrono i ricordi della giovinezza:  un bilancio di entusiasmi e delusioni legato ad esperienze non vissute o rilette in prospettiva di adulti che si rivolgono al passato. Un’amicizia che coincide con il tempo storico della resa dei conti, appunto del bilancio personale spesso accompagnato da malinconia e da rimpianto. L’età della “saggezza” e dell’”equilibrio”, quindi, spesso vuota e triste perché è trascorso del tempo, un tempo che non paga più.

È dunque un libro sulla giovinezza: chi l'ha vissuta in quegli anni e in quei luoghi ritroverà in queste pagine i suoi ricordi; chi era altrove, vi sovrapporrà i suoi anni e i suoi luoghi, ma con lo stesso identico spirito.

 La relazione

Al di fuori di ogni scuola o etichetta, Antonio Franchini resta uno dei migliori narratori italiani, forse ascrivibile a una sorta di "realismo" che, tuttavia, non ha nulla di minimalista né di neocarveriano (aggettivi che tuttora fanno la gioia degli scrittori a cui vengono appiccicati addosso).
Tra le sue qualità di narratore è fondamentale la
meditazione sulla scrittura - non soltanto letteraria – presente in Quando scriviamo da giovani.

Il filo rosso di quest’opera è rappresentato, ancora una volta, dal rapporto inscindibile che esiste tra  letteratura e realtà.

Questa relazione riflette una bipolarità tra oggettivo e soggettivo: da un lato c’è il mondo, la vita, il grottesco ed il tragico, ma comunque oggettivo; dall’altro c’è una potente vena di autobiografismo.

Vita ed autobiografia sono i poli della narrativa di Franchini in cui il destino esistenziale si crea nella scrittura.

 

  

SCHEDA LIBRO

ROBERTO ALAJMO

CUORE DI MADRE

 

L’AUTORE

BIOGRAFIA

Roberto Alajmo è nato a Palermo il 20 dicembre 1959.

Dal 1988 lavora come redattore alla sede siciliana della Rai. Ha svolto il ruolo di critico teatrale al Giornale di Sicilia. Collabora abitualmente da editorialista con le pagine di Palermo di Repubblica e tiene una rubrica sulla rivista Diario della Settimana.

Ha pubblicato il racconto Una serata con Wagner (Novecento, 1986) e poi i volumi Un lenzuolo contro la mafia (Gelka, 1993), Epica della città normale (Edizioni della Battaglia, 1993), Repertorio dei pazzi della città di Palermo (Garzanti, 1994), Almanacco Siciliano delle morti presunte (Edizioni della Battaglia, 1997), Le scarpe di Polifemo (Feltrinelli, 1998, Premio Arturo Loria).

Nel 2001 si è aggiudicato il Premio Letterario Mondello Città di Palermo con Notizia del disastro (Garzanti, 2001), un’analisi sulla sciagura aerea del 1978 avvenuta a Punta Raisi, con interviste ai sopravvissuti.

Del gennaio 2003 è Cuore di madre (Mondadori).

Per il teatro è autore delle commedie: Seicentocinquantamila senza contributi (debutto a Palermo, Museo delle Marionette, 1990), Repertorio dei pazzi della città di Palermo (premio Eti - Progetto giovani, debutto a Roma, Teatro Valle,1995) e Centro divagazioni notturne (debutto a Palermo, Festival del Novecento).

Ha scritto, inoltre, il libretto dell’opera Ellis Island commissionata dal Teatro Massimo di Palermo, per la musica di Giovanni Sollima e con la regia di Marco Baliani.

E’ stato docente a contratto di Storia del Giornalismo alla facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Palermo e Consigliere d’amministrazione del teatro Stabile di Palermo.

Il Repertorio dei pazzi della città di Palermo è diventato, su Internet, un work in progress: Enciclopedia dei Matti Italiani è un progetto di catalogazione sistematica dei pazzi che abitano le città italiane. I risultati parziali della ricerca, in attesa di essere raccolti in volume, vengono pubblicati settimanalmente su Diario.


 
IL LIBRO

                                                                                                                                                

  

DATA DI PUBBLICAZIONE : 2003

EDITORE: MONDADORI

COLANNA: SCRITTORI ITALIANI E STRANIERI

CLASSIFICAZIONE: LETTERATURA ITALIANA: ROMANZO

PAGINE:232

 

Il protagonista del romanzo, Cosimo Tumminia, vive a Calcara, un paese immaginario della Sicilia interna e possiede una piccola officina per la riparazione di pneumatici di biciclette. Ma di biciclette, ce ne sono poche, perché Calcara  è "disposto su una montagna che rende facilissime - fin troppo facili -le discese, e difficili - fin quasi impossibili -le salite

Cosimo ha la nomea di jettatore per cui è costretto a vivere in solitudine visto che gli abitanti, da buoni fatalisti non fanno che scansarlo.  Da qualche tempo, Cosimo non abita più con la madre nella casa che hanno in paese, ma in una casupola isolata in campagna. Non c'è stata una vera ragione per questa separazione che ha, in qualche modo, offeso la madre, semplicemente il bisogno di avere una forma di indipendenza. Eppure, la sera, prima di tornare in campagna, va a trovare la madre e talvolta cena con lei. Più spesso preferisce mangiare da solo e allora la madre gli prepara il “fagottino” da portarsi,  rimproverandog1i l' allontanamento e circondandolo di cure e di  attenzioni oppressive.

La mattina, quando apre l' officina, Cosimo mette accanto alla porta una sedia, sulla quale siede, cambiandone il posto via via che il sole gira per trovarsi sempre in ombra. L' occupazione di Cosimo nella vana attesa dei clienti consiste: nel sentire i giornali radio e certe trasmissioni dedicate ai camionisti da un vecchio transistor e nel risolvere i giochi della Settimana enigmistica per i quali impiega una settimana esatta. Ora sul Sistema che Cosimo ha messo in atto per leggere la Settimana enigmistica e risolvere i giochi, Alajmo dedica tre pagine e mezza, circostanziatissime. E sono pagine magistrali.: l' ordine maniacale, quasi claustrofobico, col quale Cosimo s' imprigiona e imprigiona il tempo definisce il carattere del personaggio assai meglio di ogni possibile descrizione diretta, ci dice quanto sia estesa a perdita d'occhio la sua solitudine perché nel corso della lettura della Settimana anche il paese intorno sembra sparire, dissolversi in un nulla assolato: non c' è che una sedia sulla quale sta seduto un uomo con una rivista in una mano e un mozzicone di matita nell'altra. La vita gli passa accanto, la tanta agoniata libertà resta come impigliata nel perdurare di uno stato di abulia, in cui resta magistrale la presenza della figura materna.. Due loschi individui decidono di servirsi di Cosimo; si avvicinano e gli dicono che deve tenere segregato, nella sua casupola di campagna, un bambino per qualche giorno. Forse, dopo, avrà una ricompensa. Si tratta di due persone alle quali non si può rispondere di no. Il bambino viene messo in una cameretta senza finestre della casupola. Il mangiare gli viene passato da Cosimo attraverso la gattaiola. Certo, la presenza del bambino procura a Cosimo più che fastidio, disagio, è costretto ad allontanare con una scusa la donna che una volta alla settimana veniva a fargli le pulizie, ad andare a comprare delle merendine, ad assolvere ai bisogni elementari del bambino. Il quale, fin dal primo giorno, si rivela impaurito sì ma dotato di un suo carattere. Addirittura stacca, con un morso, un pezzetto di lobo dall'orecchio del suo carceriere. Di preoccupante scarso appetito, non vuole essere avvicinato da Cosimo, appena questi lo tocca si mette a urlare. Via via che passano i giorni Cosimo diventa sempre più inquieto: del bambino evidentemente rapito non viene data notizia né dai giornali né dalla radio. E quel che è peggio anche i due che gli hanno ordinato di tenere prigioniero il bambino sono svaniti nel nulla. La madre di Cosimo, insospettita dall’assenza del figlio, decide un giorno di andare a vedere di persona che cosa succede. E scopre il segreto . In realtà Cosimo è molto contento che la madre l’abbia scoperto, perché ancora una volta ha il pretesto per non affrontare la realtà: la sua incapacità di vivere. Ma il bambino è come una cartina di tornasole e mostra con la sua personalità, come riflessa in uno specchio la pochezza caratteriale di entrambi. La sua eliminazione si rende, infine, necessaria non tanto perché madre e figlio non sanno come uscire da una situazione realmente senza sbocco, quanto piuttosto perché il bambino viene a essere, da un certo momento in poi, un pericolosissimo reagente, capace d'innescare una reazione della quale non si conoscono gli effetti.

 Relazione

Il romanzo ha una tale solidità e una tale compattezza che obbliga chi inizia a leggerlo a cercare di non interrompere più la lettura sino alla fine. Temi come l’habitat familiare siciliano, la morbosità propria della diade madre-figlio, la violenza inaudita di “cosa nostra” la cui vasta eco fa da sfondo al romanzo, si intrecciano durante tutto il racconto e riescono, se pur tragicamente, a rappresentare questa metafora della condizione umana.

Un romanzo robusto, quindi, che tramite una tragedia isolana contestualizzata, riesce a dipingere la mutua dipendenza tra una madre ed un figlio, destinata a rimanere immutata, come immutato risulta essere lo scorrere del tempo sotto la cappa d’afa di Calcara.

La tecnica della narrazione prende forma nei dialoghi tra i due protagonisti, fatti di domande senza risposte, di pensieri solitari e di lunghi silenzi. Ed infine la Pagina 232., ultima del romanzo. "Se non era per l' orecchio che ogni tanto mi tocco, chi me lo dice a me che il bambino, quelli che l'hanno rapito e tutto non me lo sono sognato io ? Che dici? Può essere che me lo sono sognato?" "Se te lo sei sognato tu, me lo sono sognato pure io". "E può essere che ce lo siamo sognati tutt' e due"……. è imperscrutabile, dice solo, con gli occhi fissi televisione: "Se vengono , noi qua siamo": "Qua siamo". Qua siamo. Sono le ultime parole di questo potente e struggente romanzo. Al lettore la facoltà di scelta ed il metro di giudizio: si tratta di una tragedia isolana, di una tragedia di tre solitudini che s'incontrano o di una bellissima  metafora sulla condizione umana?

  

 

SCHEDA LIBRO

MARTIN AMIS

ESPERIENZA

 

L’AUTORE

BIOGRAFIA

Martin Amis è nato a Londra il 25 agosto 1949. Di lui Einaudi ha pubblicato L'informazione(1996), Il treno della notte(1997), Altra Gente. Un racconto del mistero(1998), Money(1999), Cattive acque(2000) ed Esperienza(2002).

E' figlio d'arte: suo padre, Kingsley, morto nel '95, è uno scrittore piuttosto noto in Gran Bretagna. Martin ha trascorso parte dell'infanzia a Princeton, negli USA, poi si è trasferito in Spagna.


Ha conseguito una laurea in letteratura alla Oxford University e, soltanto ventunenne, è divenuto recensore di punta dell'Observer prima, quindi del Times Literary Supplement. E' entrato così precocemente a fare parte dei circoli dell'intellighentia londinese, che ormai domina insieme con  altri due scrittori di primo piano, Ian McEwan e Julian Barnes.

In molteplici occasioni ha citato i suoi padrini letterari: Vladimir Nabokov, John Updike, Norman Mailer, Saul Bellow, Philip Roth.

Autore virtuosistico e talentuoso, opera una modificazione dello stream in senso classicistico, raggiungendo esiti di pulizia formale e snellezza strutturale notevolissimi. Lontano dalla poetica postmoderna, fa del realismo classico una forza della sua scrittura. "Quello che mi interessa è il rapporto col lettore. Voglio che il lettore mi senta sempre accanto, che si perda in me" ha dichiarato.

Gli errori dettati dall’ambizione, la pochezza di talento, uno sguardo impenetrabile ed esilarante sul mondo caratterizzano i suoi personaggi. Con uno stile corrosivo e satirico nei suoi racconti descrive le contraddizioni e le manie della società inglese. Discusso nel suo paese per stipendi troppo alti e per aver scelto un agente americano, Martin Amis è un abile ritrattista del mondo editoriale di cui mette a nudo le ipocrisie..

Non è soltanto uno scrittore. Ha sceneggiato diversi film e, di alcuni, è anche stato regista.

 

IL LIBRO

                                                                                                 

DATA DI PUBBLICAZIONE : 2002

EDITORE: EINAUDI

TRADUZIONE DI SUSANNA BASSO

CLASSIFICAZIONE: ROMANZO

PAGINE:386


Martin Amis si misura in questo libro con la prova autobiografica e mette in mostra le sue ossessioni, intrecciandole con i propri ricordi: il problematico rapporto con il padre scrittore, la rovina del matrimonio dei genitori e del suo, una figlia ventenne riconosciuta da poco, la recente scoperta che una cugina, scomparsa nel '73, cadde vittima di un maniaco, l'attenzione della stampa, la carriera letteraria...

Un romanzo autobiografico quindi, il ritratto di una relazione filiale animata dall’occhio vigile della letteratura che descrive l’interiorità degli affetti e la profondità dell’amore; la descrizione della morte di una giovane vita, a cui l’autore era molto legato, stroncata da un brutale omicidio.Tutto descritto con un’ironia quasi sarcastica di una mente che coglie l’essenziale dell’esistere.

Relazione

Come un funambolo arrivato alla sfida più importante, Martin Amis tende la corda tra l'esperienza e la memoria e inizia la passeggiata sul vuoto. Le sue evoluzioni raccontano la storia di una vita. «Perché mai dovrei raccontare la storia della mia vita? So che cosa occorre per fare un buon racconto, e alla vita manca quasi tutto: struttura ed equilibrio, forma, completezza, misura». Eppure, tra il 1994 e il 1995 qualcosa è successo. Dei «grandi eventi» hanno trasformato lo scrittore di romanzi e di racconti nell' autore di un'originale, eccentrica autobiografia.
Tragedia e commedia farsesca si sono alternate in quei due anni, vibrando nello spirito e nel corpo come scosse elettriche. La grande saga scandalistica della sua «cosmesi dentaria» americana, nella quale i giornali inglesi si sono scatenati contro di lui come non avevano mai fatto prima d'allora con uno scrittore. La scoperta dei resti della cugina Lucy Partington, scomparsa nel 1973, nella cantina del serial killer Frederick West.

La morte del padre Kingsley Amis, scrittore e poeta, a cui lo univa, oltre all'amore filiale, una profonda complicità artistica, capace di superare ogni diversità di veduta. Fu Kingsley a scrivere in una lettera a un amico: «E' tutta esperienza, dispiace solo che debba essercene cosí tanta».

Dall'infanzia alla maturità, dunque, dall'innocenza all'esperienza, ma non secondo uno scontato percorso cronologico. Perché la memoria, come una cipolla, si costruisce per successivi strati in torno a un nucleo centrale (e la memoria, come la cipolla, fa piangere). Amis dichiara di volersi abbandonare all'urgenza interiore, o meglio alla dipendenza, che spinge ogni romanziere a scoprire paralleli, inventare collegamenti: il demone dell'analogia. Ma scopre anche una capacità inedita per lui, maestro della narrativa postmoderna, dell'ironia e del grottesco: un'empatia e un calore che danno alla sua prosa, che Saul Bellow definì «elettrica», nuova energia.

 

 

 

 

 

Provincia de L'Aquila

 

 

 

 

Regione Abruzzo

 

 

 

Lago di Scanno - Bandiera Blu Fee Italia dal 2004 al 2007 

 

 

 

Investire nel cuore d'Italia

 

 

Tipiche Case Scannesi

 

 

Scanno in primavera

 

 

scanno_stazzo_02.jpg (113858 byte)

Lo Stazzo - ambiente d'altri tempi

 

 

 

L'Orso a Scanno

 

 

 

La Montagna

 

 

 

 

 

Suoni e Colori di Scanno

 

 

• Home •
• Mappa Portale di Scanno •
• Come Arrivare a Scanno •
• Scanno si presenta •
• Scheda di Scanno •
• Cenni Storici su Scanno •
• Monumenti e siti artistici •
• Tradizioni e Cultura •
• Artigianato Locale •
• Prodotti Tipici •
• Dintorni di Scanno •
• Galleria Immagini •
• Cartoline dal passato •
• Suoni e colori di Scanno •
• Scanno: curiosità •
• Attrazioni Turistiche •
• Eventi e Manifestazioni •
• Alberghi e Hotels a Scanno •
• Ristoranti a Scanno •
• Appartamenti in affitto-Lodge •
• Numeri Pubblica Utilità •
• Esercizi Commerciali Scanno •
• Links •
• Notizie e Novità •
• Le Vostre Foto Ricordo •
• Scannesi nel mondo •
• Recensioni di Scanno.org •
• Motori di Ricerca •
• Ricerca Informazioni •
• Commenti •
• Richiesta Informazioni •
• Ringraziamenti •

 

Previsioni Meteo

su Scanno

 

 

 

 

Agenzia Regionale Tutela Ambiente

 

 

 

 

 

ARSSA