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Le Glorie di San Martino - Scanno 10 Novembre (sera)
Foto di Cesidio Silla
San Martino - la leggenda Era l'11 novembre: il cielo era coperto, piovigginava e tirava un ventaccio
che penetrava nelle ossa; per questo il cavaliere era avvolto nel suo ampio
mantello di guerriero. Ma ecco che lungo la strada c'è un povero vecchio
coperto soltanto di pochi stracci, spinto dal vento, barcollante e tremante per
il freddo. Martino lo guarda e sente una stretta al cuore. "Poveretto, - pensa -
morirà per il gelo!" E pensa come fare per dargli un po' di sollievo.
Basterebbe una coperta, ma non ne ha. Sarebbe sufficiente del denaro, con il
quale il povero potrebbe comprarsi una coperta o un vestito; ma per caso il
cavaliere non ha con sé nemmeno uno spicciolo. E allora cosa fare? Ha quel pesante mantello che lo copre tutto. Gli viene
un'idea e, poiché gli appare buona, non ci pensa due volte. Si toglie il
mantello, lo taglia in due con la spada e ne dà una metà al poveretto. San Martino, contento di avere fatto la carità, sprona il cavallo e se ne va
sotto la pioggia, che comincia a cadere più forte che mai, mentre un ventaccio
rabbioso pare che voglia portargli via anche la parte di mantello che lo ricopre
a malapena. Ma fatti pochi passi ecco che smette di piovere, il vento si calma.
Di lì a poco le nubi si diradano e se ne vanno. Il cielo diventa sereno, l'aria
si fa mite. Il sole comincia a riscaldare la terra obbligando il cavaliere a levarsi anche il mezzo mantello. Ecco l'estate di San Martino, che si rinnova ogni anno per festeggiare un bell'atto di carità ed anche per ricordarci che la carità verso i poveri è il dono più gradito a Dio. Ma la storia di San Martino non finisce qui. Durante la notte, infatti, Martino sognò Gesù che lo ringraziava mostrandogli la metà del mantello, quasi per fargli capire che il mendicante incontrato era proprio lui in persona.
(courtesy by: http://www.torino.chiesacattolica.it/parr203/frame.htm)
La festa di San Martino a Scanno (AQ) e Le Glorie
di Maria Concetta Nicolai La festa di San Martino è caratterizzata dappertutto da momenti di spensieratezza e divertimento, né l'Abruzzo si sottrae alla regola. Rumorose compagnie di questua, composte da ragazzi e bambini, la sera della vigilia girano di casa in casa, reggendo un'enorme zucca svuotata e trasformata in lume; allegre brigate improvvisano serenate scherzose all'indirizzo dei mariti infelici e affiatate comitive di amici, con la scusa del vino novello, e delle brumose serate dell'autunno incipiente, si ritrovano in pantagruelici convivi, intorno a montagne di salsicce rosolate, prelibati spiedi di rara cacciagione, sontuose porchette. Qualcuno riconosce nella consuetudine i resti del Capodanno celtico che la dominazione longobarda diffuse in vaste zone centro-settentrionali, insieme ad altre forme di religiosità, compreso il culto per il Santo guerriero della Pannonia, che concludeva il ciclo dei festeggiamenti per il nuovo anno agrario, aperto con la ricorrenza di ognissanti. Ma a Scanno, la notte di San martino acquista una suggestione diversa, forse perché la tradizione rivela caratteri più che altrove arcaici ed originali, o forse perché la particolare dimensione architettonica e naturale in cui è immerso il centro conferisce all'evento un fascino misterioso e coinvolgente. Il paese, già dalle prime ore del pomeriggio, si anima di un andirivieni festoso, di richiami gridati da strada a finestra, di mamme che raccomandano, inutilmente, la prudenza, mentre c'è un correre di ragazzi ad ammassare legna, frasche, ogni materiale che prometta di ardere e di far fumo a sufficienza, sulle alture di Cardella, della Plaia e soprattutto dinnanzi alla grotta di San Martino in contrada Decontra. Originariamente la festa si svolgeva solo in queste località in cui la leggenda narra presenze miracolose del santo che si sarebbe rifugiato nelle cavità della montagna, ma da qualche anno i gruppi si dividono per rioni e improvvisano una competizione che raggiunge toni di accesa sfida. Intorno ai falò si vive un'atmosfera di grande allegria che accomuna tutto il gruppo dei partecipanti. Si improvvisano canti, balli, abbondanti libagioni in un clima di di collettiva spensieratezza, sempre tendendo presente l'impegno di raggiungere effetti più spettacolari , per lo meno, di far ardere la propria Gloria, meglio e più a lungo di quelle degli altri. L'aspetto competitivo, inseritosi recentemente, se in qualche modo può aver soverchiato atteggiamenti e valori, quali per esempio l'identificazione e la solidarietà del gruppo, ha però rifunzionalizzato l'evento di cui stava perdendo la consapevolezza dei significati di base. Un'espressione rituale di grande spessore resta l'abitudine dei ragazzi di tingersi oil viso con il nero della fuliggine prima di iniziare a ballare e cantare intorno al fuoco agitando grossi campanacci e oggetti atti a produrre frastuono. La loro presenza riconduce a motivi agrari e alla evocazione di forze nascoste ed oscure del mondo sotterraneo da cui dipendono la vitalità e la rinascita della vegetazione in un momento di crisi quale è l'inizio dell'anno agrario e della produzione cerealicola che si apre. Altri elementi suggestivo è la consegna del Palancone bruciato alla sposa novella di ogni rione e conseguente elargizione di donativi alimentari, con generale baldoria a base d vino e salsicce nella Piazza del paese. Le Glorie di Scanno sono una bella festa d'autunno in cui i ragazzi imparano a diventare grandi e i grandi si ricordano di quando erano bambini.(courtesy by M.C.Nicolai)
Per informazioni: IAT - Scanno Tel.+39-0864-74317
Le Glorie di San Martino a Scanno (AQ)
Quando la neve cade su Scanno, come il leggendario mantello di San Martino, il paese entra nel lungo e silenzioso letargo invernale. Ma la sera del 10 novembre, vigilia di San Martino, le stradine del paese si animano per la costruzione di tre grandi torri di legno. Sono le Glorie, monumentali pire di legno, alte sino a 20 metri, che vengono accese al tramonto in tre contrade. A Cardella, sul costone verso Passo Godi. A La Plaia, a valle verso il lago. A San Martino, davanti al paese nei pressi della grotta del Cavaliere. Tutto il paese si raccoglie nell'aia di Sant'Angelo per assistere a questo suggestivo rito. (courtesy by : http://www.abruzzo-green.com/glorie.htm
Info e Immagini delle Glorie di San Martino...a Scanno
Ritratto d'Autunno: il fuoco e la sposa...
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