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L'Artigianato di Scanno
L’arte
orafa che
fiorì in Scanno, ha origini molto antiche, esistono infatti residui di
medaglione del XVI secolo, riproducenti da una parte il sol levante e dall’
altra le tre lettere dell’ostia J.H.S. con i tre chiodi al di sotto, che
avvalorano tale tesi.
Si lavoravano porta profumi raffiguranti vasetti di fiori, cestini, sirene, tabacchiere finemente cesellate, ciondoli per bambini, in dialetto chiamati travaglie. Anche oggi è fiorente l’artigianato orafo. Tale lavorazione si effettua con
l’osso di seppia che serve da stampo e col bulino o incisore, specie di
coltellino atto ad incidere e raffigurare. A Scanno prestano la loro opera molti orafi che ancora tramandano di generazione in generazione l'antica arte dei loro avi.Vi presentiamo una rassegna delle fini lavorazioni fini effettuate da alcuni dei più conosciuti artigiani operanti a Scanno:
Maestri Orafi Famiglia Fronterottalavorazioni effettuate dall' Orafo Gigi Fronterotta, dalla omonima famiglia di Maestri Orafi.
Maestri Orafi Famiglia Di Rienzo...altre lavorazioni tipiche di Scanno di un'altrettanto figlio d'arte di Maestri Orafi della famiglia Di Rienzo: Armando Di Rienzo. Quest'antica famiglia di Scanno conserva ancora nel proprio laboratorio memoria storica degli attrezzi ed utensili usati dagli artigiani orafi antenati dell'attuale dinastia dei Di Rienzo.
L'arte orafa della famiglia Rotolo nasce a Scanno nella seconda metà dell'Ottocento. Inserendosi nella tradizione artigianale abruzzese tende a riprodurre nelle sue creazioni motivi floreali e sacri. Nell'elaborazione dei modelli si rintraccia una particolare attenzione all'originalità ed alla raffinatezza ottenendo come risultato gioielli di qualità e di sicuro gusto estetico Maestri Orafi Famiglia Rotolo (...dal 1884)depliant
delle lavorazioni tipiche dei Maestri Orafi Rotolo -
Sito web: http://www.orafirotolo.it L'arte del Tomboloapprofondimento: Merletti e Ricami al Tombolo Famosi e caratteristici sono i lavori di ricami al tombolo (merletti) o all'uncinetto (coperte e centri), che si tramandano di generazione in generazione, attraverso specifici corsi, organizzati da volontari che operano all’interno dell’asilo comunale gestito da suore. donne in costume al tombolo Tale lavorazione viene ancora oggi praticata dalle donne locali che con veloci ed abilissime mani, elaborano un vorticoso intreccio di bastoncini che darà vita a meravigliosi merletti a volte applicati anche sulle lenzuola del corredo. Durante la stagione estiva è possibile ammirare le donne di Scanno che, sedute sulle scale dei tipici vicoletti del paese, sono intente nella lavorazione al tombolo: un'immagine, questa, davvero suggestiva. courtesy by:http://digilander.iol.it/aroundscanno/home.htm
lavorazione al tombolo ai giorni nostri Per saperne di più sui ricami e merletti tipici di Scanno visitate la sezione Arte e Cultura di questo stesso sito web e la sezione di approfondimento: Merletti e Ricami al Tombolo foto d'epoca di donne che lavorano al tombolo
La presentazione di un interessante libro sull'arte del merletto
lavorazione al tombolo odierna
Le bamboline di Scanno (in edizione limitata)Le bamboline, statuette in argento e oro, sono la rappresentazione fedelissima dell'antico costume femminile scannese.Possono essere acquistate a Scanno rivolgendosi direttamente al suo ideatore Sig. Umberto Gavita, un giovane imprenditore scannese:Gavita Umberto - 67038 Scanno (AQ) - Viale Del Lago, 190
Tel. 0864-747194
Le industrieIn Scanno fiorirono le industrie della lavorazione della lana e della tintoria fino a che ebbe notevole sviluppo l'industria armentaria. Quando intorno al 1870 essa incominciò a decadere si ebbe una notevolissima diminuzione dell'attività industriale. Attualmente queste industrie sono quasi del tutto scomparse. La mancanza della produzione della lana e le molteplici esigenze che costrinsero le donne a lasciare il paese vanno determinando anche la scomparsa del tipico costume femminile. Lavorazione della lana La lavorazione della lana non era effettuata durante il periodo estivo in cui le greggi dimoravano sulle montagne poiché le donne dovevano coadiuvare i mariti nell'industria armentaria, ma non appena le greggi transumavano dall'Abruzzo nel Tavoliere delle Puglie, le donne riprendevano la lavorazione della lana durante l'autunno e l'inverno; quindi la mano d'opera per la lavorazione della lana era esclusivamente femminile. In ogni famiglia si costituiva un piccolo lanificio; i piccoli solevano scarmigliare la lana, le donne poi la cardavano, la filavano, la ordivano, la tessevano. Gli apparecchi usati erano semplici e di struttura primordiale; dalla cardella alla conocchia, dall'arcolaio all'aspo ed il piccolo telaio a mano che si usa ancora oggi. I tessuti ottenuti venivano venduti in tutto l'Abruzzo ed anche in regioni lontane, confezionati, o a metraggio nelle fiere primaverili dalle stesse donne. Si racconta per tradizione che una comitiva di donne recatisi in epoche remote a vendere nella fiera di Paliano (in prov. di Frosinone) transitando per Filettino furono rapite da quei cittadini attratti dal costume e dalla loro bellezza. Esse - dice la tradizione - non tornarono più in paese. La lana che si ricavava dal gregge di proprietà degli scannesi era di un colore scuro e con essa si potevano confezionare vari oggetti per uso domestico: i mantelli a ruota chiamati in dialetto cappe; le uose chiamate strangunére, vestiti, camici ecc. La lana bianca non si usava nel colore naturale, ma si tingeva. Le donne erano specializzate in questo ramo e risulta dai documenti che il Re di Napoli, quando fondò il setificio di San Leucio, chiamò come insegnante di tessitura e tintoria tale Colomba Mancinelli, scannese. La tintoria L'arte della tintoria si svolgeva mediante procedimenti originali; si traevano i principi attivi per la colorazione tanto dalle piante (foglie, radici e cortecce), quanto dagli insetti, e le sostanze usate erano frutto di preparazione locale. Solo l'indaco veniva acquistato. Con esso mediante il processo di fermentazione, svolto con i sistemi primordiali, si otteneva il bleu con le gradazioni. Siccome bisognava sciogliere l'indaco con sostanza acida usavano, credendole le migliori per tale uso, sostanze ricche di tannino. Per ottenere il verde e le gradazioni si tingeva prima la lana o il tessuto con essa ottenuto in bleu e poi si tuffava in una decozione gialla ottenuta dall'ebollizione avvenuta per molte ore di foglie di ornello colte quando non sono indurite, cioè al massimo colte in giugno. Dalla decozione di queste foglie si otteneva il giallo, quindi il tessuto precedentemente tuffato nel bleu, immerso in questa decozione, assumeva la colorazione verde. Il rosso con le gradazioni si otteneva eseguendo una decozione di radice di robbia (rubbia tinctoria). Per ottenere il rosso scarlatto bisognava immergere il tessuto o la lana nella decozione suddetta con dell'acido. Usavano acido solforico. Per il rosa invece dell'acido si aggiungeva una soluzione alcalina. Le varie gradazioni si ottenevano mediante la pratica acquistata con il tingere. La colorazione cremesi si otteneva con la decozione della cinipe purpurea. Le cinipi raccolte in epoca giusta e fatte morire con giusto calore venivano stritolate; la decozione di esse trattata con sostanza alcalina dà le varie gradazioni del cremesi; trattata con acido dava il violetto. Ottenevano il giallo e gradazioni fino all'avana con decozione di mallo di noci. Le diverse gradazioni si ottenevano a seconda della quantità di mallo usata. Non si usava alcun mordente; si bagnava il tessuto o il filato con alcale. Anche dalla fuliggine si otteneva il giallo, e con l'aggiunta di sostanza acida il nero. Il nero si otteneva da detriti di ferro con una soluzione di noci di galla, o con corteccia di melograno o cedro. I colori ottenuti con tali procedimenti rimanevano inalterati anche dopo essere stati lavati e poi asciugati all'aria aperta. Courtesy by : R.Accivile, N.Gualtieri, R.Nannarone Scanno - Guida storico-turistica - (Roma, Settembre 1974) - Cap.VI - Le Industrie
Da visitare il Museo della Lana (Via Calata San Antonio) descritto anche nella sezione Arte e Cultura di questo stesso sito web.
una sezione del Museo della Lana
http://muvi.org/museodellalana (Museo della Lana - Scanno - MuVi.org)
I prodotti tipici del territorio...Abbiamo dedicato una sezione apposita in questo sito web che Vi invitiamo a visitare:
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