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Architettura: logge ed archi di Scanno
Il loggiato a tre Archetti: Case Roncone
Le Logge...
Tratto da: Scanno Guida Storico Artistica - Carsa Edizioni Pescara 2001 "L'ambiente urbano" di Raffaele Giannantonio Un altro motivo peculiare dell’architettura civile scannese è quello delle logge, trifore o bifore, che si aprono nell’ultimo piano di emergenze architettoniche, nobiliari o borghesi; erano motivate probabilmente dalle particolari esigenze climatiche poiché le case necessitavano uno spazio di filtro tra l’interno e l’esterno, nel punto più alto ove l’arretramento della cortina muraria consentisse di pescare luce in un tessuto così compatto, sottraendosi all’ombra della cortina opposta. E’ questo il caso della Casa Colarossi in via Giuseppe Tanturri 3, il cui loggiato, recentemente riscoperto, impreziosisce l’esterno di un edificio nel quale fanno mostra di sé il pregevole portale e le finestre di gusto tardo-cinquecentesco con mensole lavorate, differenti da quelle su via del Castellaro, dal timpano settecentesco.
Loggiato Casa Colarossi Il loggiato più famoso è certamente quello delle Case Roncone in vico I Strada Silla mentre altri esempi sono in via De Angelis, nel corpo posteriore del Palazzo De Angelis in via Ciorla 13, ed in via del Castellaro, purtroppo tamponato.
Loggiato in Via del Castellaro
Gli Archi... Tratto da: Scanno Guida Storico Artistica - Carsa Edizioni Pescara 2001 "L'ambiente urbano" di Raffaele Giannantonio I frequenti archi che è possibile incontrare nel nucleo antico contribuiscono in modo determinante alla costituzione di una precisa immagine urbana. L’abitato di Scanno presenta due tipi di archi: alcuni, appartenenti all’antica cinta muraria, risultano delle vere e proprie porte d’accesso al paese mentre altri, veri e propri sottopassi, hanno funzione di collegamento e di mutuo contrasto di edifici allineati sullo stesso asse viario.
Al primo tipo appartengono la Porta della Croce e l’Arco di Sant’Eustachio, antico accesso al nucleo medievale del paese detto ancora oggi Terra Vecchia. La porta, realizzata in conci di pietra squadrata di reimpiego, presenta un intradosso con volta a botte a sesto ribassato, chiusa superiormente con tetto a due falde. Arco di S.Eustachio (1-visto dall'interno e 2-dall'esterno)
Il locale posto sopra il fornice è attualmente occupato da una civile abitazione alla quale si accede attraverso una scala in pietra posta di sotto. Osservando l’arco dall’interno è ancora possibile scorgere, appena sopra l’imposta, l’antico cardine in pietra che sosteneva l’anta destra dello scomparso portale ligneo.
Sopra la porta di Sant’Eustachio, sulla destra entrando nella Terra Vecchia, si erge un edificio stretto e alto che potrebbe coincidere con la costruzione presente nell’incisione del Pacichelli e indicata come "Torre Antica", vicina all’attuale Chiesa di San Rocco e con il Palazzo Baronale sullo sfondo (Palazzo Di Rienzo). Torre Antica- S.Eustachio Attualmente il corpo della possibile casa-torre mostra la propria struttura in pietra ordinaria con i cantonali in pietra da taglio, chiusa all’esterno a eccezione di due piccole finestre nei primi livelli e di un ridotto fornice nella parte più alta. incisione del Pacichelli - Scanno nel 1692
Porta della Croce La zona bassa del prospetto è realizzata in conci di pietra squadrata che non trovano riscontro nel settore superiore, realizzato in muratura di pietra grezza, probabilmente ricostruito nei primi anni del XIX secolo. L’interno dell’arco della Croce mostra ancora, appena al di sopra dell’imposta, gli antichi cardini in pietra che sostenevano lo scomparso portale ligneo. Porta della Croce
Meglio definibile come sottopasso, tale tipo di arco era costruito con un sistema abbastanza rudimentale, fissando le travi in legno con un piano di tavola sovrastante su cui si adagiano travetti di legno affiancati, determinando così la curvatura prescelta; a quel punto era possibile gettare l’arco vero e proprio.
Oggi molti antichi sottopassi sono stati parzialmente occlusi da costruzioni realizzate inferiormente, se non inghiottiti da edifici più recenti che ne hanno determinato la scomparsa. Arco della Zazzarotta
Arco della Nocella
L’uso della pietra squadrata è limitato esclusivamente all’imposta dell’arco della porta, che presenta un intradosso con volta a botte a sesto ribassato, anch’essa conclusa superiormente da un tetto a due falde; anche in questo caso il locale posto al di sopra dell’arco è oggi occupato da una civile abitazione.
Arco della Nocella
L’unico elemento decorativo è la cemmàusa al di sotto dell’arco, talmente suggestiva che sembra perdere la sua funzionalità e divenire una scultura in pietra.
cemmàusa della Nocella
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